Ho smesso di fumare ma sto malissimo

Ho smesso di fumare ma sto malissimo

Tempo di Lettura: 6 minuti
Leonardo Brunetta

Leonardo Brunetta

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Le cause e le soluzioni della “sofferenza” quando si smette di fumare 

Ansia, irrequietezza, senso di vuoto, voglia insistente di fumare, insonnia, nausea, capogiri e… crisi di nervi.

Hai smesso di fumare e provi delle sensazioni terribili. Ti aspettavi di soffrire un po’, ma non così…

Non sono pochi i fumatori che mi scrivono o commentano all’interno della mia community: hanno provato a smettere ma non ce l’hanno fatta a causa di effetti collaterali che sono stati incapaci di gestire.

Qualcuno addirittura non vuole provarci più, tanto grande è stata la sofferenza: la nicotina diventa un nemico troppo difficile da superare.

In questo articolo vediamo anziutto le cause di questa grande sofferenza e 3 strategie/indicazioni che puoi applicare subito o al tuo prossimo tentativo. Perché smettere di fumare è una libertà impagabile e non ci si può arrendere alla dipendenza.

Tossicodipendenza causa astinenza

Lo ripeto spesso nei miei video, nelle dirette che tengo nella community, agli studenti che frequentano la mia Scuola o il mio corso online: fumare è una tossicodipendenza.

E’ ovvio, certo, eppure ancora oggi in troppi considerano il fumo una cattiva abitudine o un vizio, e ciò non contribuisce a indirizzarci alla soluzione del problema.

Lo ribadisco spesso, perché questa è la base per inquadrare il problema e perché mi accorgo che anche coloro che mi seguono, e a volte anche i miei studenti, se ne dimenticano.

Magari si pensa di risolvere il problema con sostituti come Iqos e sigaretta elettronica, senza accorgersi che lo si amplifica invece che andare alla soluzione.

Quindi la tossicodipendenza causa astinenza e sofferenza. Non è aver smesso che ti fa penare ma aver iniziato. E soffri non solo quando decidi di smettere ma fin tanto che ci sei dentro.

Quindi quando decidi di smettere stai anche decidendo di non soffrire più.

Soggettività della nicotina

A differenza di altre tossicodipendenze in quella da nicotina ho notato una soggettività maggiore.

I sintomi di astinenza che ti ho descritto in apertura di questo post possono variare molto da persona a persona. C’è chi sta davvero malissimo e chi decide di smettere quasi senza sforzo apparente.

Ciò può dipendere da un fattore fisiologico, ossia da una maggiore resistenza alla sopportazione della sofferenza.

Oppure dipende, nella maggior parte dei casi, da un fattore più mentale, vale a dire cosa ti frulla per la testa in quel momento, i pensieri che hai sulla sigaretta, sul fatto di aver smesso, su che significato dai a ciò che stai provando. Capirai meglio cosa intendo nei prossimi paragrafi.

Non sono neanche gli anni di dipendenza o la quantità di sigarette fumate che fanno la differenza.

Ho visto fumatori da poche sigarette al giorno penare tremendamente e altri da quaranta smettere con convinzione, serenità e senza grandi sintomi di astinenza.

Ho smesso di fumare ma sto malissimo: tre cause in ordine di importanza

Ho smesso di fumare ma sto malissimo

Le cause dello “stare malissimo” sono quindi molto personali e variano di intensità, tuttavia ho potuto constatare sia nella mia esperienza personale, sai in questi anni di lavoro, tre ragioni in ordine di importanza.

Piccola premessa: mente e corpo sono legati indissolubilmente, oserei dire che sono una cosa sola. E’ necessario quindi uscire dalla dicotomia mente/corpo o dipendenza fisica/psicologica, anche perché conta molto di più ciò che credi di aver bisogno.

I bisogni, i desideri e i pensieri guidano la dipendenza e la plasmano sulla tua persona.

1)  Sforzarsi di smettere

Decidi di interrompere l’assunzione di nicotina perché temi le conseguenze per la salute non solo fisica ma anche emotiva. Sai che fumare è qualcosa di sbagliato e non vuoi più farlo.

Oppure ti senti prigioniero e vuoi ritrovare la libertà ma… lo fai più per dovere che per scelta. Ti sforzi di smettere e decidi di farlo ma non hai spezzato il legame con la dipendenza e pensi di fare un (giusto)sacrificio. Credi di dover rinunciare a un piacere, a un sostengo, a un’amica…

Tutto ciò comporta una terribile angoscia che viene somatizzata a livello fisico, generando sensazioni terribili di ansia, vuoto, perdita. Nei casi più gravi le persone si sentono come in un tunnel senza fine di sofferenza.

Qualcuno spera che passi e prova a sopportare, ma di solito è una resistenza che non dura.

2)  Provare e non decidere

E’ semplice ma maledettamente importante.

Quando smetti è necessario prendere una decisione potente. (D’altra parte esistono decisioni titubanti…?). Non ci può essere lo spazio per “provare e vedere come va”, perché se ci provi senza decidere andrà male.

Non puoi lasciare dei dubbi come per esempio: se proprio non ce la faccio me ne fumo una, oppure male che vada diminuisco, magari più avanti potrò permettermi di fumare ogni tanto…

Questo passaggio della decisione dipende anche dalla prima causa, in quanto se non sei riuscito a troncare il legame con la nicotina, se pensi che la sigaretta ti possa dare qualcosa la tua decisione non sarà solida ma crepata dai dubbi.

E questi dubbi diventano macigni di sofferenza, di tormento, di un conflitto interno logorante e doloroso.

Un dubbio nella decisione di smettere è appunto una crepa che poco alla volta si apre sempre di più fino a far crollare tutto.

3)  Le tue esperienze passate

Questo terzo fattore riguarda la tua esperienza con i tentavi che hai fatto.

Le cadute e i tentativi non riusciti sono un bagaglio, sono quasi sempre parte del percorso che ti porterà a smettere, sono utili nel tuo cammino. Tuttavia, specie se le tue esperienze pregresse sono state molto negative e dolorose, allora potrebbe crearsi un’aspettativa di dolore che amplifica i sintomi stessi.

Diventa un po’ una profezia che si autoavvera.

Non solo. C’è un meccanismo che ho sperimentato personalmente anche nella dipendenza da droghe. La prima volta che si provano i sintomi di astinenza non li conosciamo o non gli diamo troppo peso. In effetti sensazioni come ansia e irritabilità possono esserci anche senza astinenza.

La prima volta che provai i sintomi di astinenza da eroina li scambiai per un fastidioso malessere, come un’influenza.

E’ poi con l’esperienza, ricominciando ad assumere la sostanza e smettendo di nuovo che cominci a riconoscere i sintomi, gli dai un nome, li rendi più vivi e forti. La tua mente/corpo li conosce, se li aspetta e si prepara a stare male. 

3 strade/strategie per superare la sofferenza

ho smesso di fumare e sto peggio di prima

1)  Prendi una decisione di cuore, mente e viscere

E’ fondamentale aggrapparsi ad una forte decisione. Decidere significa “tagliare via”, escludere ogni altra possibilità, se non quella che hai scelto.

Come dicevo sono i dubbi che creano crepe e amplificano anche i sintomi di astinenza.

Escludere qualsiasi altra possibilità ti proietta in una nuova dimensione, quella di essere un non fumatore. Ti aiuta a “sopportare” la sofferenza perché ne cambi il significato. La vedi semplicemente come un passaggio difficile ma necessario.

E in questo nuovo stato dell’essere entri in un ambiente di accettazione. E arriviamo così al secondo punto.

2)  Entra in uno stato di accettazione.

Quello che neghi ti sottomette, quello che accetti ti trasforma (Carl Gustav Jung)

Quando opponi resistenza, quando non vuoi sentire e ti chiedi in continuazione quando passerà generi uno stato di sforzo che non fa altro che amplificare ciò che provi. Gli dai ancora più forza.

E’ più funzionale, quindi, accettare e accogliere la sofferenza e piuttosto cambiarne il significato, vedendola come un passaggio necessario, purificatorio e temporaneo.

3)  Muoviti

Se puoi fai dell’attività fisica. Corsa, palestra, bicicletta ma anche semplicemente delle passeggiate, possibilmente in un ambiente naturale, come un parco, in riva al fiume, al mare, in un bosco.

E’ dimostrato che l’attività fisica e il contatto con la natura allevia lo stress e ci rende più sereni.

Spesso vedo persone che si arrovellano con il loro malessere, rimangono chiusi e fermi dentro la loro testa. Esci e ricava un piccolo spazio giornaliero per praticare dell’attività fisica, per curare il tuo corpo.

Un percorso di aiuto e la condivisione

Infine qualcosa che può aiutarti e molto è la condivisione. Evitare l’isolamento e condividere la tua esperienza, le tue sofferenze.

Nella mia community troverai tante persone che ci sono passare prima di te, che sono in difficoltà proprio in questo momento e grazie alla condivisione nel gruppo hanno superato momenti difficili.

Inoltre tutto ciò si può superare attraverso un percorso strutturato di cambiamento che ti aiuta a spezzare il legame con la nicotina, a cambiare le tue percezioni e anche ad acquisire gli strumenti per gestire e superare questa sofferenza.

Chi Sono

Sono Leonardo Brunetta, ex fumatore ed esperto in tossicodipendenze. Aiuto le persone a compiere il proprio cambiamento trovando la libertà dalla dipendenza, così che possano donare a loro stesse a al mondo che le circonda salute, amore, benessere, coraggio, vitalità e la voglia di coltivare il cambiamento.

 

 

 

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Sono un ex-fumatore da più di dieci anni e nella mia vita ho affrontato e vinto tossicodipendenze che mi hanno toccato e segnato profondamente

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