Citisina: perché non usarla

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La citisina non serve, come non servono i “farmaci antifumo” e le altre terapie sostitutive delle nicotina. In questo post ti spiego perché.

La citisina può venire prescritta dai medici nei centri antifumo (e non solo nei centri antifumo).

Io sono certo che tutti gli “addetti ai lavori” che operano come me per aiutare le persone a liberarsi da una tossicodipendenza così diffusa e così subdola, come quella dalla sigaretta, lo facciano con le più ottime intenzioni e naturalmente in base ai propri studi e a ciò che credono sia meglio.

Ma per quanto mi riguarda, oltre ai miei studi, a ciò che credo sia meglio e all’esperienza matura con i fumatori possiedo un diploma in più: la mia esperienza diretta con la tossicodipendenza e con le terapie farmacologiche sostitutive.

Ma torniamo a noi…

Cos’è e come funziona la citisina 

La citisina è una agonista parziale della nicotina.

Agonista è un termine un po’ tecnico ma senza tanti giri di parole, un agonista è semplicemente un qualcosa che simula gli effetti di un altra sostanza. Per capirci: il metadone è un’agonista dell’eroina, cioè ha degli effetti simili all’eroina.

Quindi la citisina simula parzialmente gli “effetti” della nicotina, cioè è un po’ come avere gli effetti della sigaretta senza fumare. 

La citisina agisce di fatto come un altro farmaco molto usato come terapia sostitutiva, ossia la vareniclina, con la differenza che ha un costo molto più basso e quindi la terapia con la citisina è molto più accessibile.

La terapia con la citisina funziona così: si inizia ad assume il farmaco con una dose X  continuando a fumare per al massimo 5 giorni. Dopo il quinto giorno bisogna assolutamente eliminare le sigarette. 

La terapia dura in tutto quaranta giorni nei quali viene diminuito il dosaggio di citisina fino ad arrivare alla sospensione della terapia. Quindi, come tutte le terapie sostitutive, viene somministrate “a scalare” con lo scopo di mitigare i sintomi di astinenza da nicotina.  

Citisina: la tesi ufficiale e le mie “contro-tesi”

A favore della citisina e delle altre terapie sostitutive c’è la maggior parte del mondo medico che opera nei centri antifumo pubblici e privati.

Come ho scritto all’inizio del post sono sicuro che tutti gli operatori operano per il meglio e questo non vuole essere un post contro il lavoro di qualcuno, che apprezzo sempre, ma piuttosto nel spiegare il mio punto di vista riguardo la citisina (e le terapie sostitutive).

Ci sono sostanzialmente tre tesi a favore della citisina e delle terapie sostitutive che confuterò nelle righe seguenti.

Tesi N.1: la citisina è per chi ha una forte dipendenza

In questo video del dipartimento dipendenze di Verona il Dr. Lugoboni afferma che la citisina è indicata soprattutto per chi ha una forte dipendenza da nicotina.

 

Ma chi ha una forte dipendenza?

Come si pensa normalmente una forte dipendenza è uguale a tante sigarette fumate giornalmente.

In effetti potrebbe sembrare così e questo è abbastanza vero per quanto riguarda droghe come eroina e cocaina.

Ma posso dire che la dipendenza da sigarette non si misura in quante sigarette si fumano ma piuttosto in che misura si riesce davvero a farne a meno

Se non riesci a fare a meno anche di qualche sigaretta sei già dipendente. Se fumi una o due sigarette al giorno quelle poche sigarette al giorno diventano il centro della tua giornata e non vedrai l’ora che arrivi il momento per fumartele.

Un grande fumatore sa di essere dipendente, percepisce l’inutilità del fumo, non ne può più di fumare e vuole smettere. Un fumatore da una sigaretta al giorno non pensa di avere un problema di dipendenza. Il primo sa di avere un problema e vuole risolverlo, il secondo non pensa di avere un problema. Chi è più imprigionato dei due?

Per me è più dipendente una persona che si fuma con piacere una sigaretta al giorno di qualcuno che fuma 50 sigarette disgustato.

E paradossalmente ha meno difficoltà a smettere il grande fumatore perché vive appieno il dolore di essere un tossicodipendente, mentre un fumatore che fuma poco fa più fatica a liberarsi da quelle poche sigarette. Non sempre e non in tutti i casi, naturalmente. 

Sarà…… ma la dipendenza fisica? L’astinenza da nicotina? 

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Tesi N.2: Aiuta a superare la dipendenza fisica da nicotina

Quanto è grande la dipendenza fisica da nicotina? E soprattutto: quanto l’astinenza da nicotina dipende invece dalla dipendenza psicologica?

Se vogliamo essere davvero sinceri ogni fumatore che smette è un mondo a sé e avrà la sua unica astinenza fisica da nicotina.

Eppure posso dirti con sicurezza che il grosso della dipendenza non è dovuta alla nicotina o a qualcosa di fisico, ma la dipendenza vera sta dentro alla tua mente e al tuo cuore.

Il suo fulcro è nel potere che attribuisci tu alla sigaretta, potere che per inciso non ha, non ha mai avuto e non avrai mai. 

La dipendenza quindi non è nella sostanza che si assume ma è dentro di te, e, se vogliamo essere più convenzionali, la dipendenza da sigarette è quasi esclusivamente psicologica.

Se dovessimo considerare la dipendenza fisica e psicologica con delle percentuali, secondo la mia esperienza con i fumatori, la dipendenza psicologica va da un 80% a un 99%.

citisinaLa vera battaglia da combattere

Il vero problema per chi smette di fumare, infatti, non è l’astinenza fisica ma la “depressione” per la mancanza della sostanza, il credere, a livello subconscio, che la sigaretta ti possa dare un qualcosa, che possa aiutarti in qualche modo.

Questa è la vera battaglia da combattere per chi vuole smettere davvero di fumare e per chi, come me, vuole aiutarti a vincerla, questa battaglia.

Nei mei corsi ho conosciuto fumatori da 2 pacchetti al giorno che hanno vinto questa battaglia e quando hanno smesso di fumare hanno avuto due/tre giorni di piccoli fastidi superati senza difficoltà.

Ho conosciuto invece fumatori da 8 sigarette al giorno che non hanno sopportato la mancanza della sigaretta per neanche mezza giornata. Dove sta dunque la dipendenza?

La dipendenza è quasi esclusivamente psicologica e per eliminarla nel migliore dei modi bisogna togliere potere alla sostanza che l’ha creata.

Se prendi la citisina (o qualsiasi altro farmaco) per un mese e mezzo come puoi togliere potere alla sostanza se continui ad assumerla in forma diversa? (Come puoi curare una “malattia” con la stessa sostanza che l’ha generata?)

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Tesi N.3: Si smette gradualmente.

La teoria che sta alla base della terapia con la citisina e di tutte le terapie sostitutive è che si parte da una dose x di farmaco e poi si diminuisce gradualmente fino a zero.

Questo sistema, peraltro, si potrebbe anche usare con le stesse sigarette andando a diminuirle gradualmente. 

Allargando un po’ lo sguardo ad altre tossicodipendenze, in Svizzera, per esempio, usano una terapia per uscire dalla dipendenza da eroina usando la stessa eroina, con lo stesso processo delle terapie sostitutive, cioè a scalare.

Devo dire che mi sembra più sensato e la cosa fondamentale è che non ti fai fregare dalla luccicante illusione di aver risolto il tuo problema sostituendo una droga con un farmaco. 

Ho già spiegato in questo articolo perché è più difficile, ma soprattutto più doloroso smettere diminuendo il numero di sigarette. Non dico che sia inefficace, ma è la strada più dolorosa.

Come ti ho spiegato nelle righe sopra, il vero problema è la dipendenza psicologica e molti dei fastidi fisici, in realtà, sono legati alla sensazione di aver perduto qualcosa e al potere che il singolo fumatore attribuisce alla sigaretta.

Quando utilizzi una terapia sostituiva continui a tenere vivo il legame con la sostanza che ti tiene prigioniero e, giorno dopo giorno, te ne privi piano piano, alimentando così il senso di sacrificio e mancanza di un sostegno.

Non solo: la citisina è un farmaco che ha degli effetti collaterali.

In un recente studio su120 pazienti condotto dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano, 39 di questi hanno presentato effetti collaterali come nausea, gonfiore e sonnolenza, e di questi, 11 (quasi il 10%) hanno abbandonato la terapia.

Ora la domanda che mi sorge spontanea è: perché torturarsi per 40 giorni con un farmaco con questi ed altri effetti collaterali, quando i sintomi di astinenza da nicotina durano solo qualche giorno…? 

Ma la citisina, alla fine, funziona?

Così, così… Nello studio che ti ho citato, su 120 pazienti dopo la terapia hanno smesso il 66%, ma a distanza di 6 mesi di questo 66% la metà aveva ripreso a fumare.

Significa che la percentuale di successo a distanza di 6 mesi dalla terapia è del 33%.

Nel mio corso per smettere di fumare sconsiglio l’uso si qualsiasi sostituto della nicotina perché se vinciamo la battaglia dentro la tua mente e dentro al tuo cuore, prendere un qualche sostituto non solo non serve a nulla ma vanifica il percorso di libertà che facciamo assieme.

Vuoi cominciare a togliere potere alla sigaretta? Clicca qui e scarica la mia piccola guida gratuita “Fumare rilassa e calma lo stress”.

 

Sono Leonardo Brunetta, ex fumatore ed esperto in tossicodipendenze. Aiuto le persone a smettere di fumare in modo efficace e piacevole, così che possano vivere una vita migliore, più salutare e longeva, godendosi di più i momenti piacevoli e diminuendo lo stress.

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