
Vuoi smettere di fumare senza soffrire e immagini qualcosa capace di rendere tutto più semplice.
Una compressa che faccia sparire il desiderio o un trattamento che attenui la mancanza.
Qualcosa che ti permetta di attraversare i primi giorni senza combattere continuamente contro la voglia di accendere una sigaretta.
La citisina per smettere di fumare sembra promettere proprio questo: la assumi per alcune settimane, il richiamo della nicotina diminuisce e, a un certo punto, smetti.
Negli ultimi mesi l’interesse verso la citisina è cresciuto anche perché, dalla primavera del 2026, il farmaco è diventato rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale per i fumatori che accedono ai centri antifumo.
Abbiamo quindi notato un forte aumento delle persone che ci contattano dopo aver provato la citisina senza essere riuscite a liberarsi stabilmente dal fumo.
Non disponiamo ancora di dati ufficiali sull’incremento delle prescrizioni, ma è ragionevole pensare che la gratuità del trattamento ne abbia favorito una diffusione più ampia.
La citisina, comunque, non è un farmaco nuovo. In Italia era già disponibile dal 2015 sotto forma di preparazione galenica, realizzata direttamente dalle farmacie su prescrizione medica.
Esiste quindi da tempo un’esperienza concreta sul suo utilizzo, oltre a numerosi studi che permettono di valutarne efficacia, limiti ed effetti collaterali.
Citisina per smettere di fumare: efficacia, risultati e ciò che nessuno ti dice
In questo articolo vedremo cos’è la citisina, come agisce, quali risultati ha ottenuto negli studi a sei e dodici mesi e quali effetti collaterali può provocare.
Ma proveremo anche a guardare la questione da un altro punto di vista: non soltanto chiedendoci se la citisina aiuti a smettere, ma se possa davvero aiutarti a costruire una vita dove la sigaretta non faccia più parte di te, del tuo modo di vivere, della tua identità.
La citisina può realmente aiutare alcune persone a interrompere il consumo di nicotina. Gli studi mostrano che può aumentare le probabilità di cessazione rispetto a un placebo o ad altri trattamenti.
Sarebbe scorretto negarlo.
Ma sarebbe altrettanto scorretto confondere un aiuto farmacologico con la soluzione completa della dipendenza.
Perché smettere di fumare non significa soltanto far tacere per qualche giorno i recettori della nicotina.
Significa imparare a vivere la pausa senza sigaretta, affrontare lo stress senza cercare il pacchetto, attraversare il vuoto e il nervosismo senza pensare che fumare sia l’unico modo per stare meglio.
Significa, soprattutto, scoprire chi sei senza sigarette.
E questo è un lavoro che nessun farmaco può fare al posto tuo.
E gli stessi medici dei centri antifumo insistono sul fatto che per “funzionare” il fumatore deve essere fortemente motivato.
Come disse una volta un mio corsista, «i miracoli li fa solo Gesù Cristo…», ma tu, se lo vuoi davvero, puoi essere l’artefice del tuo.

Cos’è la citisina
La citisina, conosciuta anche come citisiniclina, è una sostanza di origine vegetale utilizzata per favorire la cessazione del fumo.
La citisina è un agonista parziale della nicotina.
In parole semplici, significa che simula parzialmente gli effetti della nicotina nel cervello. Funziona in modo simile alla vareniclina (un altro farmaco antifumo), ma con un costo inferiore e una disponibilità più ampia.
Agisce su alcuni recettori nicotinici presenti nel cervello, gli stessi ai quali normalmente si lega la nicotina.
In termini semplici, la citisina può occupare temporaneamente questi recettori, attenuando alcuni sintomi dell’astinenza e riducendo la gratificazione provocata dalla sigaretta.
Non contiene nicotina, ma produce comunque un’azione farmacologica sul sistema coinvolto nella dipendenza.
Il trattamento tradizionale dura alcune settimane e prevede una riduzione progressiva delle compresse. Deve essere seguito rispettando le indicazioni ricevute e considerando eventuali controindicazioni, interazioni ed effetti indesiderati.
Il trattamento prevede:
- Una fase iniziale in cui si assume la citisina continuando a fumare per massimo 5 giorni.
- Dopo il quinto giorno, bisogna smettere completamente di fumare.
- La terapia dura 40 giorni, riducendo progressivamente la dose fino alla sospensione totale.
Lo scopo è attenuare i sintomi dell’astinenza da nicotina e rendere il distacco più graduale.
La citisina non è quindi un semplice integratore naturale.
È un trattamento farmacologico.
Il problema non è la citisina in sé, il problema è ciò che rischi di aspettarti dalla citisina…
Te ne parlerò tra poco. Prima vediamo gli effetti collaterali di questo farmaco.
Citisina: effetti collaterali
Come ogni trattamento farmacologico, anche la citisina può provocare effetti collaterali.
Tra quelli segnalati più frequentemente negli studi troviamo soprattutto nausea, disturbi gastrointestinali, vomito, insonnia, alterazioni del sonno e sogni anomali. Nello studio che ha confrontato la citisina con i sostituti della nicotina, nausea, vomito e disturbi del sonno sono risultati tra gli eventi avversi più comuni. (New England Journal of Medicine)
Un altro studio clinico randomizzato pubblicato nel 2023 ha rilevato nausea, insonnia e sogni anomali in meno del 10% dei partecipanti; il 2,9% ha interrotto la citisina a causa di un evento avverso e non sono stati registrati eventi gravi ritenuti collegati al trattamento. (PubMed – Cytisinicline for Smoking Cessation)
Quindi gli effetti collaterali sono importanti ma riferiti a una bassa percentuale di soggetti. Il fatto di essere una sostanza di origine vegetale non la rende automaticamente innocua o adatta a chiunque.
Per questo non dovrebbe essere assunta con leggerezza o considerata un semplice rimedio naturale. È importante confrontarsi con il medico o con il farmacista, soprattutto in presenza di patologie, gravidanza, allattamento o altri trattamenti farmacologici.
Ma… cosa ti aspetti dalla citisina?
Probabilmente non stai cercando la citisina perché ami assumere farmaci.
La stai cercando perché sei stanco, o perché (giustamente) non vuoi “soffrire”.
Sei stanco di fumare, ma forse sei ancora più stanco all’idea di affrontare un’altra battaglia difficile.
Magari hai già provato a smettere. Hai resistito alcuni giorni o alcune settimane. Poi è arrivata una giornata difficile, una discussione, una serata particolare o un momento di debolezza.
E hai ricominciato.
La citisina sembra dire: non preoccuparti, mi occuperò io del desiderio.
Ma la domanda più importante non è soltanto cosa succederà mentre la assumi.
La domanda che dovresti porti è: cosa succederà quando il trattamento sarà terminato?
Perché è proprio lì che dovrai giocare la tua vera partita…
La citisina funziona davvero?
Dipende da cosa intendiamo con la parola “funziona”.
Se vogliamo sapere se la citisina può ridurre l’astinenza e aumentare le probabilità statistiche di cessazione rispetto a un placebo, la risposta è sì.
Le revisioni scientifiche indicano che chi riceve citisina ha maggiori probabilità di non fumare per almeno sei mesi rispetto a chi riceve un placebo, nessun intervento o le cure abituali.
Ma “aumentare le probabilità” non significa che la maggioranza delle persone riesca a rimanere libera nel tempo.
Dobbiamo distinguere risultati molto diversi:
- provare meno desiderio nei primi giorni;
- arrivare alla fine del trattamento senza fumare;
- risultare ancora non fumatori dopo alcuni mesi;
- non sentire più la sigaretta come una mancanza.
Gli studi clinici misurano soprattutto l’astinenza. Non possono raccontarci completamente se una persona continui a sentirsi un fumatore che sta resistendo, se idealizzi ancora la sigaretta o se percepisca la cessazione come una rinuncia.
È qui che emerge la differenza tra non fumare ed essere veramente liberi.
Cosa dicono i risultati della citisina dopo 12 mesi
Uno degli studi più conosciuti sulla citisina è stato pubblicato nel 2011 sul New England Journal of Medicine.
Lo studio ha confrontato la citisina con un placebo, valutando l’astinenza continuativa dopo dodici mesi.
I risultati sono stati:
- 8,4% nel gruppo che assumeva citisina;
- 2,4% nel gruppo che assumeva il placebo.
La citisina ha quindi ottenuto un risultato significativamente migliore rispetto al placebo.
Ma osserviamo lo stesso dato da un’altra prospettiva: dopo un anno, meno di nove persone su cento avevano mantenuto un’astinenza continuativa nel gruppo trattato con citisina.
Più di novanta su cento non avevano ottenuto quel risultato.
Questo non dimostra che la citisina sia inutile.
Dimostra che un trattamento può essere statisticamente più efficace di un placebo e, nello stesso tempo, non essere sufficiente per la maggioranza delle persone.
Spesso sentiamo dire che un farmaco “triplica le possibilità di smettere”. Può essere vero in termini relativi. Ma resta altrettanto vero che il risultato assoluto, a un anno, può essere molto più modesto di quanto immaginiamo.
La ricerca originale è disponibile qui:
Placebo-Controlled Trial of Cytisine for Smoking Cessation – New England Journal of Medicine
I risultati della citisina dopo 6 mesi
Un altro importante studio ha confrontato la citisina con la terapia sostitutiva della nicotina, attraverso prodotti come cerotti, gomme o pastiglie.
Dopo sei mesi, l’astinenza dichiarata era circa:
- 22% nel gruppo citisina;
- 15% nel gruppo sottoposto a terapia sostitutiva della nicotina.
Anche in questo caso la citisina ha ottenuto un risultato migliore.
Ma anche questo dato può essere letto in due modi.
Il primo:
La citisina è risultata più efficace dei sostituti della nicotina.
Il secondo:
A sei mesi, circa quattro persone su cinque nel gruppo citisina non risultavano continuamente astinenti.
Le due affermazioni sono entrambe vere.
Una soluzione può essere migliore di un’altra senza essere, per questo, una soluzione definitiva.
La ricerca è disponibile qui:
Cytisine versus Nicotine for Smoking Cessation – New England Journal of Medicine
Il problema non è soltanto la nicotina
Se fumassi soltanto per evitare l’astinenza fisica, probabilmente basterebbe superare la fase iniziale.
Eppure molte persone ricominciano a fumare anche dopo mesi.
Non perché il loro organismo non possa vivere senza nicotina, ma perché la sigaretta è rimasta viva dentro di loro come significato.
Ed è proprio qui che si trova il vero problema di questa dipendenza.
Smettere per qualche mese è un grande risultato, ma la partita vera si gioca altrove. E se ti trovi nella situazione di esserci ricaduto molte volte, sai di cosa sto parlando.
La verità è che i tassi di ricaduta sono alti con quasi tutti i trattamenti. Succede con i farmaci, con i cerotti, con la citisina e, sì, può succedere anche nei nostri percorsi.
Credo che la dipendenza da nicotina sia la più tosta di tutte: in modo subdolo entra nelle giornate, nei gesti, nelle emozioni e nell’identità. E lo fa quasi dolcemente, senza che quasi tu te ne accorga. Per questo non basta aiutarti a smettere una volta. Bisogna accompagnarti finché quella libertà non diventa davvero stabile.
Ed è qui che il nostro approccio è diverso: ci prendiamo cura di te finché non smetti davvero, anche se il percorso richiede più tempo del previsto.
Per chi fuma da venti, trenta o quarant’anni, la sigaretta non è soltanto una sostanza.
E’ una relazione.
Ed è quella relazione che una compressa non può modificare automaticamente.
La citisina può agire sui recettori. Non può entrare nella tua pausa del pomeriggio, stare con te quando ti senti solo o togliere alla sigaretta il significato di premio e consolazione che le hai attribuito.
Se senti che non vuoi più affidare la tua libertà a qualcosa di esterno, entra nella nostra community Facebook. Troverai persone che stanno affrontando il tuo stesso percorso, contenuti, confronto e sostegno per smettere di fumare attraverso un vero cambiamento.
Cosa succede quando finisce la citisina?
Il trattamento termina.
La vita, invece, continua.
Continuano le giornate stressanti, le discussioni, la stanchezza, gli amici che fumano, il caffè del mattino e le pause sul lavoro.
La domanda decisiva diventa:
Durante il trattamento hai soltanto evitato di fumare oppure hai imparato a vivere questi momenti in maniera diversa?
Puoi essere astinente e conservare l’idea che fumare fosse uno dei pochi piaceri della tua vita.
Puoi smettere e continuare a sentirti privato di una parte di te, della tua identità, de tuo rito.
In quel caso non ti percepisci veramente libero.
E prima o poi potrebbe arrivare il pensiero:
Adesso sto meglio. Una sola posso permettermela…
Quella sigaretta non nasce dalla mancanza di citisina.
Nasce dal fatto che il significato attribuito alla sigaretta è rimasto intatto.
Nessun farmaco può insegnarti chi sei senza sigarette
Qui si trova il limite più grande della citisina e, più in generale, di ogni soluzione esterna.
Non sto dicendo che assumere un farmaco sia sbagliato in assoluto.
Sto dicendo che, nel momento in cui affidi alla citisina il compito di toglierti il desiderio, stai consegnando il potere del tuo cambiamento a qualcosa che viene da fuori.
Ed è esattamente l’opposto di ciò che serve per liberarti davvero.
Perché nessun farmaco può insegnarti chi sei senza sigarette.
Nessun cerotto può accompagnarti dentro quella pausa vuota del pomeriggio.
Nessun sostituto può stare con te quando sei nervoso, arrabbiato, solo o spaventato.
Nessuna compressa può trasformare la paura di perdere la sigaretta nel desiderio di una vita nuova.
La citisina può attenuare un sintomo.
Non può attraversare la sofferenza al posto tuo.
E quella sofferenza, per quanto scomoda, non è necessariamente un nemico da eliminare.
Può essere il passaggio attraverso cui impari qualcosa di nuovo su di te.
Può essere il momento in cui scopri che sai restare dentro una crisi senza scappare.
Che puoi vivere una pausa senza riempirla.
Che puoi sentire nervosismo, vuoto o paura senza dover obbedire immediatamente alla nicotina.
Con il coraggio, le giuste conoscenze e il sostegno adeguato, quella sofferenza si attraversa.
E proprio attraversandola costruisci una forza che nessun farmaco potrà mai darti.

Smettere di fumare o liberarsi dalla dipendenza?
Sono due obiettivi che sembrano simili, ma non lo sono.
Liberarsi dalla dipendenza significa capire.
Capire come funziona la dipendenza, riconoscere gli automatismi, cambiare la percezione della sigaretta, smettere di considerarla un piacere, una compagnia o una stampella.
Imparare a gestire stress, rabbia, noia e paura senza cercare il pacchetto.
Attraversare il vuoto del dopo, costruire una nuova identità, apprendere una nuova vita senza delegare la tua forza alla sigaretta.
Perché escludo la citisina da un vero percorso di cambiamento
Per come intendo io lo smettere, la citisina non è parte del percorso.
Non perché sia il male, non perché chi la usa stia sbagliando.
Ma perché la logica che porta a usarla è incompatibile con il tipo di cambiamento che voglio aiutarti a costruire.
Da una parte, assieme alla citisina, c’è questa idea: ho bisogno di qualcosa che mi tolga la voglia di fumare.
Dall’altra c’è una scelta completamente diversa:
Voglio comprendere quel desiderio, attraversarlo e scoprire che non ha il potere che gli ho attribuito.
Nel primo caso aspetti che qualcosa agisca al posto tuo, nel secondo torni a essere protagonista.
Nel primo caso cerchi di evitare la sofferenza, nel secondo impari a passarci dentro senza esserne schiacciato.
Nel primo caso il messaggio implicito è: “Da solo non posso farcela”.
Nel secondo è: “Con le conoscenze giuste, il sostegno e il coraggio, posso imparare a vivere senza sigarette”.
È qui che avviene il vero cambiamento.
Non quando il desiderio viene temporaneamente sedato.
Ma quando smetti di averne paura getti il cuore oltre l’ostacolo.
Il percorso di chi vuole cambiare davvero
Un cambiamento profondo parte dalla comprensione.
Non devi diventare più forte della sigaretta.
Devi smettere di attribuirle un potere che non ha, devi capire perché continui a cercarla, cosa pensi che ti dia, quale vuoto riempie, quale emozione anestetizza.
Quale paura emerge quando immagini di non averla più.
Poi devi imparare.
Imparare a vivere una pausa per ciò che è.
A sentire stress senza trasformarlo automaticamente in bisogno.
A stare dentro una giornata difficile senza chiedere alla nicotina di salvarti.
A non interpretare ogni disagio come un segnale che stai perdendo qualcosa.
Questo è un percorso interiore.
Comprende consapevolezza, sostegno, conoscenza della dipendenza, gestione emotiva, cambiamento della percezione e crescita personale.
Non perché smettere debba diventare una prova eroica.
Ma perché la libertà non si costruisce eliminando ogni difficoltà.
Si costruisce imparando ad attraversarla.
Si costruisce quando smetti di cercare qualcosa che ti protegga dalla vita e inizi a scoprire che sei capace di viverla pienamente anche senza sigarette.

Citisina per smettere di fumare: la vera domanda
La citisina può ridurre il richiamo fisico della nicotina.
Può facilitare la fase iniziale.
Può aumentare le probabilità statistiche di non fumare per un certo periodo.
Ma non è questo il punto decisivo.
La vera domanda è:
Vuoi soltanto riuscire a non fumare oppure vuoi diventare una persona davvero libera dalla dipendenza?
Perché la dipendenza non vive soltanto nei recettori.
Vive nelle abitudini, nei pensieri, nelle emozioni e soprattutto nel significato che hai attribuito alla sigaretta.
La citisina può accompagnarti per alcune settimane.
Non può vivere con te le mattine, le crisi, le pause, le relazioni e le paure che incontrerai dopo.
Non può insegnarti a fidarti di te.
Non può mostrarti che sei capace di attraversare il disagio senza scappare.
Non può costruire al posto tuo una nuova identità.
La libertà comincia quando smetti di cercare qualcosa che combatta la sigaretta al posto tuo.
Quando decidi di riprenderti il potere.
Quando attraversi la paura con coraggio, conoscenza e sostegno.
Quando smetti di chiedere alla nicotina il permesso di vivere.
È lì che non stai più semplicemente smettendo.
Ti stai liberando davvero.

Se vuoi iniziare proprio da qui, da una comprensione più profonda del rapporto che hai costruito con la sigaretta, puoi leggere il mio libro besteseller L’amica Le(t)ale – Smettere di fumare per rinascere.
Non è un manuale per resistere. È un invito a guardare il fumo con occhi nuovi, smontare ciò che ti tiene legato e iniziare a riprenderti la tua libertà.
Chi Sono
Leonardo Brunetta. Ex fumatore, alcolista e tossicodipendente, autore del libro bestseller L’amica Le(t)ale. Sober Coach.
Aiuto fumatori e alcolisti a incontrare la libertà dalla dipendenza proiettandosi verso una vita significativa.
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