Smettere di bere definitivamente: il mio metodo in 8 passi

smettere di bereDevo farti un confessione… In questi ultimi mesi (siamo a luglio 2018) sono stato un po’ alcolista. Non fraintendermi: non mi sono mai bevuto una grappa o un brandy per colazione, anche se da giovane sicuramente qualche birra appena sveglio l’ho bevuta…

In pratica il mio obiettivo di smettere di bere, o meglio di essere libero anche dalla dipendenza dall’alcol è finito nel fondo di un bicchiere (di spritz direi!) . E  mai come in questo periodo mi sono reso conto come come l’alcol possa gestire le vite delle persone, la mia compresa. E in effetti l’alcol governa la vita di milioni di persone.  smettere di bere

E tu…?

Se anche tu pensi di avere un problema con l’alcol o se semplicemente percepisci che l’alcol un po’ gestisce tua vita, in questo post ti voglio parlare del percorso che ho fatto nel mese di giugno (2018) per liberarmi dalla dipendenza della devastazione alcolica definitivamente. Spero così, che dalla mia “storia”, tu possa ricavarne qualche utile spunto. 

Perché sì, mi sento di dirlo: sono libero e sono felice di essere libero!. Forse la libertà, (anzi sicuramente) è per me il valore più alto. La libertà di scegliere. La libertà di essere i “protagonisti” della propria vita.

E se parliamo di dipendenza la libertà di non essere più gestiti da una sostanza tossica, che sia la devastazione dell’alcol, l’incubo della nicotina o la disperazione dell’eroina.

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iI mio metodo per smettere di bere in 8 stepsmettere di bere

Ma sarebbe più corretto dire percorso…

Ecco ciò che ho fatto e spero possa esserti utile. Potrebbe essere un percorso in 8 step o passaggi ma non ti voglio tediare con delle schematizzazioni che tuttavia possono renderti più semplice il percorso da fare.

1) Ho capito cosa mi dava l’alcol

Punto di partenza molto importante anche per le altre dipendenze: per prima cosa ho scoperto che cosa rappresentava (ancora) per me l’alcol. O meglio ho cercato di capire, dopo essere riuscito a smettere di bere per vari mesi e dopo aver ripreso a bere cosa ancora mi dava e cosa mi mancava quando non lo assumevo.

E la domanda che mi sono posto è stata: Cosa credi ti dia (ancora)l’alcol…? Ed ecco la mia risposta che ho messo per iscritto in un quaderno che ho usato per il mio percorso.

“Cosa credi ti dia l’alcol? Nulla in realtà… ma ciò che mi piace è lo stravolgimento dovuto all’effetto.. Ciò che mi manca di più nei periodi senza alcol è lo stravolgimento dei sensi. Inoltre nei momenti difficili mi sembra che l’alcol mi dia un qualche tipo di sostegno”

La risposta a questa domanda è stato il punto di partenza fondamentale. Perché se ero ricaduto nuovamente nell’oblio qualche beneficio evidentemente trovavo in questo veleno. Mettere la risposta per iscritto è davvero sempre molto utile e ti rende del tutto consapevole.

E questa risposta l’ho lasciata li… Poi la ritroveremo verso la fine del percorso. 

2) Ho usato la mia soglia del doloresmettere di bere

Nell’ultimo periodo mi sono lasciato andare senza freni alla dipendenza, sfruttando un po’ il meccanismo che io chiamo soglia del dolore (anche si in realtà la soglia del dolore è un’altra cosa). La (mia) soglia del dolore entra in gioco quando assumi un qualche cosa in quantità così elevate da stare male e il cervello associa talmente tanto dolore a quell’esperienza da non volerla più ripetere. 

Di solito funziona molto bene con il cibo e le bevande alcoliche: ti è capitato magari di mangiare una quantità esagerata di kinder delice da non volerne più sapere? Oppure hai preso una sbronza di vodka da non volerla più bere…?

A me è capitato da ragazzino quando mi sono scolato quasi una bottiglia intera di Jägermeister. Sono stato talmente male che oggi solo sentire l’odore mi viene da vomitare…

Ora non ho bevuto fino a stare male tutti i giorni, ma nell’ultimo periodo non ho avuto nessun ritegno nel bere e ho bevuto in tutte quelle occasioni in cui potevo farlo.

Ho bevuto anche nelle mie pause pranzo, passando così dei pomeriggi un po’ folk (per citare un mio caro amico) e riprendendo la lucidità verso le 4 del pomeriggio. Poi la sera bevevo ancora spritz, vino, birra, a seconda delle situazioni. Tutti i giorni.

Ciò mi ha fatto sentire e capire bene come l’alcol sia esattamente ciò che è: una sostanza velenosa che debilita corpo e mente, toglie energia, lucidità mentale e anestetizza le emozioni facendoti perdere la parte più bella della vita.

Ho avuto proprio chiara la sensazione di avere un virus che da dentro mi mangiava. Nel meraviglioso film “Qualcuno volò sul nido del cuculo” verso la fine della pellicola l’indiano Grande Capo parlando di suo padre alcolista dice:

smettere di bere

foto da google immagini

Non era mio padre che si beveva la bottiglia ma la bottiglia che si beveva lui…

Direi che non esiste definizione migliore per definire la malattia dell’alcolismo!

3) Mentre usavo la soglia del dolore ho svolto un breve percorso di cambiamento personale

– Ho smontato i miti sull’alcol

Attraverso l’aiuto di questo libro che, per la verità, ho letto per la terza volta, ho smontato tutti i miti che riguardano l’alcol. A cominciare dal primo e più falso: cioè che un alcolista è colui che ha perso il controllo del proprio bere. 

La verità è che un alcolista è colui che si rende conto che non ha mai avuto nessun controllo sull’assunzione di alcol e questo, mi spiace, ma vale per tutti, anche che per i cosiddetti normali bevitoriInfatti quante volte capita anche ai “normali bevitori” di bere più di quanto avrebbero voluto, dimostrando di fatto che nessuno ha l’assoluto controllo del proprio bere…?

Il libro di cui parlo è il libro di Allen Carr sull’alcol, e lui è proprio un maestro quando di stratta di smontare le false convinzioni, sia sul fumo che sull’alcol.

Per motivi di tempo e spazio non ti posso scrivere di tutti i miti sull’alcol che ho smontato, anche se sicuramente scriverò dei post dedicati a tutto questo. 

Un grande mito però voglio smontarlo…. Sembra che l’alcol renda migliori delle situazioni conviviali come cene o feste. (ed in effetti che cena sarebbe senza un buon vino?). L’alcol in effetti sembra dare piacere, ma ciò non significa che ha il potere di rendere più piacevole una situazione che lo è già.

La realtà è come una discesa vista dal basso… Cioè non è il vino che rende migliore una cena, ma è il (normale) bevitore che si sentirebbe triste se non potesse bere... E questa è la grande differenza tra un vero piacere e una tossicodipendenza.smettere di bere

Con un vero piacere siamo felici quando possiamo averlo, mentre una tossicodipendenza ci rende triste se non possiamo usare la sostanza da cui siamo dipendenti. Sembra la stessa cosa ma la differenza è sostanziale!

Ti faccio un esempio: io adoro la pizza ma se non la mangio per due settimane non sono triste e non penso che la vita sia vuota senza la pizza… tuttavia quando la mangerò ne sarò felice e sarà un vero piacere! Pensa invece a un fumatore senza sigarette, a un bevitore senza alcol o un eroinomane senza eroina…

Se per esempio organizzi una festa senza alcolici ed inviti dei “normali bevitori” molto probabilmente quella festa sarà un mortorio, ma non perché l’alcol ha il potere di renderla divertente, ma solo perché gli invitati saranno tristi senza bere!

– Ho indagato le mie paure per superarle

Altro passaggio: attraverso alcune domande  ho fatto un’analisi delle mie paure. Quando indaghi e analizzi le paure riesci a disinnescarle..

A questo link ti ho messo un pdf con la risposta alle domande sulle mie paure. Ho risposto in tutta libertà. E’ stato un esercizio molto utile e che può funzionare benissimo anche per altre paure della nostra vita.

– Ho fatto leva sulla bilancia del piacere e del dolore

Anche qui attraverso una serie di domande guida ho cercato di associare dolore a lungo termine alla mia vita da bevitore e piacere a lungo termine alla mia nuova vita da persona libera.

In questo post ti spiego bene come funziona questo meccanismo innato dentro di noi e troverai anche le domande guida. Qui sotto invece ti sintetizzo con un’immagine la mia bilancia del piacere e del dolore. smettere di bere

(Una precisazione importante: il percorso e la lettura del libro li ho fatti rigorosamente da sobrio…!)

4) Ho riletto la domanda al punto 1 e mi sono chiesto:

Lo credo ancora? Credo ancora che l’alcol mi dia il “piacere” dello stravolgimento dei sensi e mi possa aiutare nei momenti difficili?

E la mia risposta è stata che ciò che credevo fosse il beneficio che mi dava l’alcol in realtà era qualcos’altro. Era anestetizzarmi i sensi e la mente, la perdita della lucidità fino a diventare insensibile, assente, brutto e triste. Questa era la nuda realtà del benessere che pensavo mi desse la devastazione dell’alcol.

Era dunque questo ciò che volevo…? Inoltre una tossicodipendenza si presenta sempre come uno stress da calmare quindi mi sono detto: Attenzione Leo! Non confondere il normale stress della vita con lo stress dovuto alla mancanza della sostanza tossica. Il normale stress della vita è un segnale d’azione: devi fare qualcosa per cambiare o per donarti un momento di vero relax. Ma lo stress fa anche parte della vita, accettiamolo e vediamolo anche come qualcosa di utile!

5) Ho analizzato le mie precedenti cause di fallimento

Nel mio caso sono state due: 1) Brutte giornate e momenti difficili di stress o delusione 2) Quando dopo un bel periodo senza bere mi sentivo bene e sentivo l’esigenza di premiarmi… con una birretta o uno spritz. Della serie un bicchiere posso concedermelo…

Così ho deciso che: nel caso di momenti di delusione/stress o brutte giornate  non devo confondere il normale stress con la voglia di bere e che comunque ho sempre due scelte a disposizione: A) tormentarmi bramando un bicchiere ma resistendo al desiderio. Oppure scegliere la strada B): Riconoscere lo stress come normale ed utile per affrontare la situazione e gioire del fatto che non sono più dipendente dalla devastazione dell’alcol. 

Nel caso numero 2 ho deciso di darmi un premio: un film svago o un momento di svago. (Tutto questo lo scritto nel mio quadernetto!)

6) Atteggiamento mentale

Dopo il percorso che ho fatto è stato chiaro per me che non sono tanto dipendente dalla sostanza chimica, ma piuttosto dall’illusione che l’alcol potesse darmi qualcosa, un qualche tipo di sostegno o che ci fosse qualche vantaggio in quello stravolgimento che tanto mi mancava.

Svanita questa illusione, di fatto svanisce anche la dipendenza. Certo ci vuole un po’ di impegno e un po’ di tempo, ma il punto è che si può vivere il tutto con gioia e con la chiara sensazione di non fare nessun sacrificio.

smettere di bere

7) Ho deciso di darmi un premio…

Dopo dei momenti particolari nei quali mi sono accorto che potrei identificare quel premio con una bevanda alcolica. E si tratta del premio dopo uno sforzo fisco o psicologico, o quando supero la mia “zona di confort“.

Tipicamente dopo un periodo di intenso lavoro, oppure dopo un’escursione particolarmente faticosa in montagna, dopo uno sforzo stressante come ad esempio un trasloco (aiuto…!) oppure anche quando ho tenuto, ad esempio, il mio corso dal vivo “Smettere di Fumare Divertendosi”. Dopo ogni incontro sentivo la forte esigenza di premiarmi con una birra.

Così, in questi casi, ho deciso di premiarmi con delle valide alternative come del buon cibo, una cena fuori o meglio ancora con una serata o giornata di puro e autentico relax, o una serata di svago con la mia famiglia o gli amici. 

8) L’ultimo bicchiere

E poi è giunto il momento del rito dell’ultimo bicchiere. Prima però un’ultima bevuta…

Per l’ultimo bicchiere ho seguito il suggerimento dato da Allen Carr nel suo libro, scegliendo come ultimo bicchiere qualcosa che mi non mi piacesse per niente. Così ho optato per il rum da mettere nei dolci…

L’alcol alla fine è quello. Una sostanza velenosa e schifosa che siamo costretti a diluire con molta acqua per farcela piacere.

Prima però di bere l’ultimo bicchiere mi sono dato qualche istruzione da ricordarmi sempre. Prima fra tutti la decisione. Ho preso la decisone di non bere più qualunque cosa succeda. Mai più nessun dubbio su questo. Questo è molto importante.

Non dubitare mai della decisione presa e questa, lo ripeto sempre, è la lezione più grande che ho imparato e continuo a imparare sulle dipendenze. Quando si è deciso, mai più nessun dubbio! smettere di bere

Cosa è cambiato e perché sono convinto di avercela fatta:

– Il pensiero di non bere più questa volta mi da gioia. Libertà Libertà Libertà! …sono libero e ciò mi rende felice.

– Non guardo più con un pizzico di invidia i normali bevitori“. Anzi quando li vedo bere è forse il motivo più forte per essere felice di non essere uno di loro, ed essere “costretto” a ingurgitare una stanza tossica. La cruda realtà è che nessuno ha scelto o sceglie di bere ma è stato indotto a farlo fino a diventarne dipendente. 

Non solo: a pensarci bene quasi tutti (oserei dire tutti…!) i normali bevitori sono costretti a vivere con un senso di privazione. Spesso infatti vorrebbero bere di più, perché è la sostanza in se’ che ti porta ad assumerne di più, ma si auto-limitano per i motivi più vari: c’è chi non vuol far brutta figura, chi fisicamente non ce la fa, e chi vuole limitare gli effetti postumi e fastidiosi dell’alcol.

– La decisione presa è fondamentale e paradossalmente non avere dubbi ti libera dal pensarci ancora. E’ finita, e non ci penso più!

– Ho avuto chiaro ancora di più e ancora una volta come la felicità significa prima di tutto sentirsi sani fisicamente e mentalmente e felici di essere semplicemente vivi e contenti di essere al mondo.

La devastazione dell’alcol distrugge tutto questo, addormenta la mia vita e alla fine è solo un lento, doloroso, e tormentato suicidio. Voglio vivere e sentire tutto ciò che mi capita, voglio provare le emozioni così come sono. Questo è il vero stravolgimento.

P.s. di Maggio 2019: la mia storia con l’alcol non è finita qui e ti racconto il proseguo in questo post: Smettere di bere definitivamente: seconda parte

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Chi Sono

Sono Leonardo Brunetta, ex fumatore ed esperto in tossicodipendenze. Aiuto le persone a compiere il proprio cambiamento trovando la libertà dalla dipendenza, così che possano donare a se stesse a al mondo che le circonda salute, amore, benessere, coraggio, vitalità e la voglia di coltivare il cambiamento

 

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