Smettere di fumare: fallimenti e paura di non farcela.

Smettere di fumare: fallimenti e paura di non farcela

Tempo di Lettura: 6 minuti
Leonardo Brunetta

Leonardo Brunetta

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Cosa ho imparato sul fallimento, la paura di agire e di non farcela

Mi sono trovato più di qualche volta a confrontarmi con i miei clienti su questi temi e in questo articolo voglio condividere con te cosa ho imparato sulla mia pelle e in questi sette anni di lavoro a fianco di centinaia di fumatori, in modo che tu possa avere chiaro cosa puoi fare risparmiando tempo e soprattutto sofferenza.

Un aspetto che in tutte le dipendenze è difficile da “curare” è il senso di fallimento (quando capita) e la paura di non farcela e di esporsi così ad un’ulteriore caduta.

Nella dipendenza da nicotina questi sentimenti e questo loop sembrano essere ancora più presenti, perché il fumo abbraccia una vita intera, è una tossicodipendenza che si lega alle abitudini, è parte integrante del sistema emotivo e tante volte occorre più di un fallimento per arrivare al successo finale. 

Anche e soprattutto per questi motivi tre anni fa è nata la Scuola per smettere di fumare e imparare a vivere senza sigarette, un programma che dura nel tempo, con garanzia a vita.

Non dobbiamo però dimenticare che il fallimento fa parte di tutti i successi importanti che vogliamo raggiungere. 

Io stesso, in questo lavoro (e nelle mie tossicodipendenze), sono passato attraverso più fallimenti, pensando svariate volte di mollare tutto e tornare al mio “sicuro” lavoro da dipendente

Ed ho capito che è solo attraverso il fallimento che arrivi al successo. E’ un passaggio che, per quanto doloroso in tutti gli ambiti, va amato, conosciuto, ascoltato.

Il fallimento è il sudore del successo (MJ De Marco)

D’altra parte, pensaci: se non ci provi neanche hai già fallito. 

Se non avessi provato a costruire una mia attività affrontando il fallimento oggi sarei insoddisfatto, frustrato e… fallito. (E tu non leggeresti questo articolo.)

Questo è il primo “insegnamento” che spiego alle persone che non vogliono provarci per non affrontare un’eventuale sconfitta.

Il vero problema di un fallimento – Apprendimento N.1

C’è un problema però che rende i fallimenti poco funzionali e lo vedo ricorrente nei fumatori che non ce la fanno. 

Il senso di fallimento diventa un tutt’uno con la persona. In pratica non abbiamo solo commesso un errore ma siamo dei falliti. 

Le persone si identificano con la propria sconfitta, diventano perdenti e si trattano male. (Sono uno str…o, uno stupido, una m…a.). 

Ma tutto ciò non solo non serve a nulla ma non aiuta. In questo modo non ascolti cosa ha da dirti il tuo fallimento. Non ti permetti di coglierne i frutti. 

Ci può stare darsi qualche frustata ma deve durare poco, poi occorre accettare il fallimento e l’incapacità, smettere di lottare con la propria rabbia e frustrazione e calarsi in un’ottica di apprendimento. 

Soprattutto: non puoi insistere e smettere solo per toglierti il senso di fallimento, solo perché non lo accetti. Non funziona. 

Accettazione – Apprendimento N.2

Se vuoi davvero riprenderti da una sconfitta occorre in primo luogo accettarla, darti del tempo e guardare avanti. (> apprendimento 2) 

A volte l’unico modo è prendersi del tempo senza insistere ma questo non significa che rimani con le mani in mano. 

C’è tanto che puoi fare…

Agire alle spalle e intorno alla dipendenza – Apprendimento N.3

Una cosa efficace è agire alle “spalle” della dipendenza, ossia nel prenderti cura di te in un altro modo. 

Se per esempio vivi una vita troppo stressante sommerso dal lavoro e dagli impegni è necessario che tu faccia una riflessione. 

Devi fermarti prima di scoppiare, devi assolutamente cambiare qualcosa. Allo stesso modo se vivi un senso di insoddisfazione potente. 

E anche se la tua vita va abbastanza bene, con gioie, dolori e problemi come tutti, puoi provare a migliorarla. 

Prenditi cura di te, del tuo stato fisico, spirituale, delle tue relazioni. 

Semplice a dirsi, difficile a farsi? 

Forse. Ma se non inizi non lo saprai… (E se non trovi il tempo per il tuo benessere dovrai trovarlo per la tua malattia)

Pensa in grande ma agisci in piccolo…

Il mio consiglio è comincia con una piccola cosa, porta avanti un piccolo obiettivo di miglioramento alla tua portata. 

Per esempio puoi dividere la tua vita in aree (salute, relazioni, lavoro, tempo libero ecc.) e decidere un piccolo miglioramento che vuoi attuare in uno di questi ambiti. Solo uno. 

Poi passa ad un altro e vai avanti in questo modo. 

Innesca il tuo cambiamento. 

Dopodiché riproverai con una più forte autostima e fiducia a smettere di fumare. 

Vediamo ora alcuni passaggi per ritornare a provarci con maggiori possibilità di successo.

1) Inquadrare il problema

Fumare o svapare è un solo una tossicodipendenza e quindi è qualcosa che non dipende strettamente dalla propria volontà. Non basta decidersi e volerlo. Almeno non per tutti, anzi direi per la maggioranza!

Inquadrare il problema è il primo passo per risolverlo. 

Non ha senso insistere pensando che basti solo la volontà.

Occorre avere pazienza e nutrirsi di quelle informazioni che ci inducono ad attuare un cambiamento interiore come questo post, le lezioni nella community o un percorso strutturato di aiuto come un corso o la Scuola.

2) Uno sguardo dentro di te

Molto spesso la dipendenza si lega ai vissuti, a delle situazioni specifiche di dolore. Capire questo è molto importante per trovare la “chiave di volta”. 

Il problema più grande è che oltre a renderti debole la dipendenza da nicotina inibisce la tua capacità di avere coraggio, cioè la forza più importante che ci permette di fare delle scelte ed essere felici.

Coraggio significa avere cuore, questa è l’etimologia, il suo significato più profondo. Meno coraggio significa non vivere in modo autentico, farlo con meno cuore. 

Mi spiego meglio e per farlo ti racconto una storia reale.

Qualche tempo fa un’allieva della mia Scuola che chiamerò Gianna, nonostante i suoi timori e la scarsa fiducia in se stessa, smise di fumare alla grande.

Come tutti ha avuto le sue difficoltà nei primi tempi ma grazie anche al percorso di preparazione le ha superate con efficacia.

Ma poi, dopo qualche tempo, è successo qualcosa di strano: non aveva più voglia di alzarsi la mattina, se ne stava a letto fino alle dieci.

Gianna è una casalinga e mamma di due bimbi, ma dopo aver smesso di fumare perse un po’ la voglia di prendersi cura di loro. Parlando insieme capimmo che la sua era un’insoddisfazione che veniva da lontano.

Aveva rinunciato al suo lavoro per dedicarsi alla famiglia e in questo suo sacrifico forzato si era inserita la dipendenza da nicotina come cura. Una medicina che era diventata solo un modo per allontanare la sua frustrazione senza risolverla.

Anzi, la nicotina le aveva tolto il coraggio di fare qualcosa, di prendere una decisione, di essere felice. E così quando smise di fumare quella insoddisfazione si è rivelata con tutta la sua forza e le ha dato l’opportunità e il coraggio di rimettere mano alla propria vita.

E’ facile tutto ciò? Per niente! E’ doloroso? Certo!

Ma dobbiamo prendere atto che la vita comporta dolore. Prima o poi lo sperimentiamo tutti. Ma ogni circostanza dolorosa racchiude un’opportunità di crescita per noi.

3) Esporsi, mostrare la propria debolezza e chiedere aiuto

Accettare la propria vulnerabilità, “mettersi a nudo” è un passaggio strutturale che può dare una grande forza. E per questo c’è lo strumento gratuito della community a tua disposizione. 

E poi ciò che ho constatato sia nella mia esperienza personale che in questi anni di lavoro è la forza che può dare un gruppo, (come la community e il gruppo ristretto della Scuola).

Le connessioni con un gruppo di pari sono il valore aggiunto e forse imprenscindibile di un’uscita da una dipendenza, specie per chi ha grandi difficoltà. 

Anche nel mio caso, frequentando un gruppo di auto-aiuto, vedere “persone simili” a me che ce l’avevano fatta ha fatto la differenza. 

Detto questo so che, a volte, i successi degli altri possono crearci un senso di nostra incapacità. 

Ma è proprio qui che si fa l’errore di identificarsi con il proprio senso di fallimento invece che ascoltarlo e aggrapparsi a ciò che ci ci può aiutare.

Chiedere aiuto è la più alta forma di intelligenza.

Infine l’aspetto forse più importante…

4) Pazienza e fiducia

L’ho visto già tante volte. E’ solo questione di tempo per rinascere e prenderti la tua rivincita. Nella mia Scuola ho visto varie persone “sbocciare” dopo un periodo cupo di fallimenti e (quasi) rassegnazione e che racconto nella playlist Le Rinascite dei casi disperati. 

Ma non solo: sono tante quelle che non ho potuto conoscere personalmente come i miei studenti, e che mi hanno “gridato” via mail il loro successo dopo tanti tentativi e fallimenti. 

Coltiva nel tuo cuore la fiducia, prova a goderti il “viaggio” e prendi l’impegno con te stesso di non arrenderti mai. 

Chi Sono

Sono Leonardo Brunetta, ex fumatore ed esperto in tossicodipendenze. Aiuto le persone a compiere il proprio cambiamento trovando la libertà dalla dipendenza, così che possano donare a loro stesse a al mondo che le circonda salute, amore, benessere, coraggio, vitalità e la voglia di coltivare il cambiamento.

 

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Sono un ex-fumatore da più di dieci anni e nella mia vita ho affrontato e vinto tossicodipendenze che mi hanno toccato e segnato profondamente

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