Disturbi dopo aver smesso di fumare: 3 cose che devi sapere

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Leonardo Brunetta

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disturbi dopo aver smesso di fumare

Disturbi dopo aver smesso di fumare? Sono solo il frutto della tua mente… e del tuo cuore!

Se ti stai chiedendo cosa potrebbe succederti dopo aver spento l’ultima sigaretta, ci sono 3 cose fondamentali che devi sapere per affrontare al meglio questa fase.

Prima di tutto: non è affatto scontato che tu debba soffrire. Ogni percorso è unico e ci sono persone che smettono senza grossi intoppi. Allo stesso tempo, è possibile che compaiano alcuni “effetti collaterali”, soprattutto se decidi di smettere senza una preparazione adeguata, senza aver letto libri specifici o seguito un percorso che ti aiuti a capire davvero come funziona la dipendenza.

D’altra parte ciò che prometto anche ai miei allievi e corsisti, non è smettere senza soffrire, ma acquisire quelle conoscenze che permettono loro di saper gestire e affrontare con efficacia e serenità l’eventuale sofferenza. 

In questo articolo voglio darti le informazioni chiave per comprendere cosa succede al tuo corpo e alla tua mente quando decidi di liberarti dalla dipendenza da nicotina. Sapere cosa aspettarti e come affrontarlo può fare tutta la differenza.

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1) Astinenza da nicotina o cosa?

Partiamo da un dato di fatto: fumare è una tossicodipendenza. Parliamo di dipendenza da una sostanza tossica, la nicotina.

E come per qualsiasi altra tossicodipendenza, quando si smette, è normale attraversare un periodo di astinenza. Su questo argomento ho dedicato un intero post dove troverai strategie pratiche e consigli utili per superare questa fase con più facilità.

Ma c’è un punto cruciale da chiarire: è vero che la dipendenza fisica dalla nicotina esiste, ma nella mia esperienza – sia personale che professionale – questa parte è spesso sopravvalutata.

Questo non vuol dire che non ci siano sintomi fisici, ma che la loro origine è soprattutto mentale/sentimentale. Sono i pensieri a scatenarli, insieme alla convinzione di aver perso qualcosa di importante: un sostegno, una compagnia, un piccolo piacere quotidiano.

Non è vera astinenza, è angoscia travestita.

È proprio questa angoscia – alimentata dai pensieri e dalla paura di non farcela – che genera e amplifica i sintomi fisici, fino a renderli per qualcuno quasi insopportabili.

Principali Sintomi

Di che sintomi parliamo? La maggior parte sono sensazioni: disagio, senso di vuoto, ansia, insicurezza, voglia fumare o una specie di fame…

Tuttavia i sintomi d’astinenza posso variare da persona a persona, sono molto soggettivi e se quell’angoscia di aver perduto un sostengo è molto grande, maggiori saranno anche i sintomi fisici dell’astinenza e per qualcuno si traducono in veri e propri dolori fisici di vario tipo.

Nel video che trovi qui sotto ho raccontato in modo dettagliato tutti i principali sintomi di astinenza da nicotina

Succede anche quando le persone hanno un lutto in famiglia ( e perdere la sigaretta non è forse un lutto per i fumatori?). Il dispiacere di aver perduto una persona cara può creare delle vere e proprie sensazioni fisiche di dolore. La stessa cosa può avvenire con la perdita della sigaretta…

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Insonnia 

Se hai smesso di fumare e stai facendo fatica a dormire, voglio tranquillizzarti subito: è una cosa normale e soprattutto passeggera. Non è un effetto collaterale misterioso o inspiegabile, ma il risultato di un mix tra l’astinenza da nicotina e il lavoro della tua mente, che si sta riadattando a una nuova normalità.

Ti spiego meglio: la nicotina è uno stimolante e, per chi fuma da anni, il cervello è abituato a riceverla regolarmente. Quando smetti, il sistema nervoso deve fare i conti con questa “mancanza” e potrebbe metterci un po’ a ritrovare il suo equilibrio naturale.

La buona notizia? È solo una fase di adattamento. Man mano che il tuo corpo e la tua mente si abituano a vivere senza sigarette, il sonno tornerà naturale, spesso persino migliore di quando fumavi.

E se vuoi un consiglio, la sera evita di fissarti sul sonno e prova a rilassarti instaurando un Rituale di Chiusura. Non devi “combattere” l’insonnia: più la combatti, più si rafforza.

Se vuoi approfondire questo tema ho scritto un post dedicato con 5 modi per battere l’insonnia dopo aver smesso di fumare. 

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Durata del periodo 

Spesso chi smette di fumare teme di dover affrontare mesi di sofferenza, ma la realtà è ben diversa.

La maggior parte dei sintomi fisici legati all’astinenza da nicotina raggiunge il picco nella prima settimana e tende a ridursi entro tre settimane.

Il primo mese dopo aver smesso è comunque un periodo di assestamento dove dovrai gestire lievi sintomi di astinenza e soprattutto i pensieri legati al fumo. Come già detto, questo è il vero problema.

Dopo questo periodo, il corpo è praticamente libero dalla nicotina: quello che rimane è il lavoro sulla dipendenza psicologica, che è la vera sfida da vincere.

Quindi sarà normale provare anche dopo il periodo di assestamento pensieri sulla sigaretta e voglia di fumare legata a particolari situazioni di stress o felicità.

smettere di fumare sintomi

2) Disturbi dopo aver smesso di fumare: non puoi tormentarti per sempre

C’è una frase che ripeto spesso ai miei allievi: non attribuire qualsiasi malessere o disturbo al fatto di aver smesso di fumare.

Se hai smesso da più di un mese e avverti qualche fastidio fisico come i dolori intercostali dopo aver smesso di fumare o emotivo, è molto probabile che non abbia nulla a che fare con la fine del fumo.

Eppure, ci sono ex-fumatori che anche dopo un anno dichiarano di avere sintomi “perché hanno smesso di fumare”. Questo semplicemente non è vero. Ma anche se lo fosse, pensarla in questo modo ti aiuterebbe davvero a risolvere il problema? Ti servirebbe a qualcosa dare alla sigaretta ancora questo potere?

Ha senso continuare a rimuginare sulla sigaretta dopo mesi che hai smesso? La risposta è no.

Se hai smesso da tempo, dimenticati una volta per tutte di aver smesso. Smettila di collegare qualsiasi cosa al fumo e concentrati piuttosto su come risolvere concretamente il disagio che stai vivendo.

Ad esempio, se hai preso peso, la domanda giusta da farti non è: “Ho preso peso perché ho smesso di fumare?”, ma piuttosto: “Come posso tornare in forma divertendomi e prendendomi cura di me?”

Solo cambiando prospettiva potrai davvero vivere da persona libera.

3) Attenzione alla sigaretta come medicina

C’è un aspetto che accomuna tutte le tossicodipendenze, e la dipendenza da sigaretta non fa eccezione.

Spesso, la sigaretta non è solo nicotina, ma diventa una medicina emotiva, un rimedio improvvisato per curare vuoti, paure e insoddisfazioni.

Forse ti senti sola o solo perché non hai una relazione stabile, o magari ti pesa non avere figli, e la sigaretta riempie quel vuoto, diventando una compagna fedele, sempre presente. Oppure vivi giornate frenetiche, col fiato corto tra mille impegni, e fumare diventa la tua fuga rapida, una scusa per prenderti quei 5 minuti solo per te.

C’è anche chi condivide la vita con un partner che lo fa soffrire, e la sigaretta diventa una sorta di ancora di salvezza, un piccolo conforto che aiuta a sopportare. E poi ci sono le ferite profonde, le batoste della vita che si accumulano negli anni, e fumi non tanto per piacere, ma per non sentire.

In tutte queste situazioni, i disturbi dopo aver smesso di fumare non sono tanto fisici, quanto emotivi. È il cuore a risentirne, non solo il corpo.

Perché, in fondo, la sigaretta serve solo a rimandare il momento in cui dovrai fare i conti con quel dolore, a posticipare quell’incontro scomodo con te stesso e con le tue ferite.

Ma fino a quando vuoi davvero continuare a illuderti che una droga – perché di questo si tratta – possa essere la soluzione?

Lo so, non è facile, non lo è stato per me e non lo è nemmeno oggi, in certi momenti. Ma se c’è una cosa che ho imparato, è che “auto-medicarsi” con la nicotina, l’alcol, il cibo o qualsiasi altra sostanza, non ci libera mai davvero.

Smettere di fumare, allora, diventa l’occasione per smettere di scappare e cominciare finalmente a prenderti cura di te.

Possiamo vivere solo nel presente

Voglio condividerti un pensiero che viene direttamente dalla mia esperienza personale, e spero possa esserti utile: preferisco sentirmi tristemente felice oggi, piuttosto che anestetizzato e scollegato dalla mia vita. Perché, almeno così, sto vivendo davvero ogni emozione – comprese le sofferenze.

Affrontare il dolore oggi, guardandolo in faccia senza scappare, è il primo passo per cominciare a risolverlo. E, alla fine, è proprio questo percorso che ci fa crescere, renderci più forti e anche più felici domani.

Smettere di fumare, in fondo, è un’opportunità. Non solo per liberarti dalla dipendenza, ma per guardarti dentro e affrontare davvero quei nodi irrisolti che la sigaretta ha solo messo temporaneamente a tacere.

Se voglio un futuro diverso, non posso aspettare: devo agire oggi, proprio nel presente, l’unico momento che davvero esiste.

Anch’io ho le mie incoerenze, le mie fragilità e i miei errori. Ma so per certo che scegliere di sentire le emozioni, anche quelle scomode, senza coprirle con una sigaretta o un’altra stampella, è l’unico modo per non rimandare i problemi e non farli crescere nell’ombra.

E poi, a provarci non hai davvero nulla da perdere

Chi Sono

Leonardo Brunetta. Ex fumatore, alcolista e tossicodipendente, autore del libro bestseller L’amica Le(t)ale. Sober Coach.
Aiuto fumatori e alcolisti a incontrare la libertà dalla dipendenza proiettandosi verso una vita significativa.

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Leonardo Brunetta

Sono un ex-fumatore da più di dieci anni e nella mia vita ho affrontato e vinto tossicodipendenze che mi hanno toccato e segnato profondamente

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