Ricadute e tentativi falliti: come superarli

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Leonardo Brunetta

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ricadute da fumo

 

Secondo uno studio dell’Università di Toronto sono necessari in media 30 tentativi per riuscire a smettere di fumare definitivamente.

Di statistiche e studi ce ne sono altri, anche più confortanti, ma il punto non è questo.

Il punto è un altro: smettere di fumare non è quasi mai un evento, ma un percorso, un processo fatto di tentativi, aggiustamenti, cadute e ripartenze.

Questo dato ci dice una cosa molto semplice ma fondamentale: se hai fallito in passato, non significa nulla sul tuo futuro.

Di certo non significa che sei destinato a rimanere un fumatore per sempre.

Detto questo, è anche vero che si può smettere al primo tentativo, e l’ho visto accadere più di una volta, anche tra i fumatori che hanno partecipato ai miei corsi.

La differenza non la fa la forza di volontà, ma il tipo di cambiamento che avviene dentro.

Ma cosa fare, concretamente, dopo una ricaduta o un tentativo fallito?

In questo articolo voglio indicarti quella che, secondo la mia esperienza diretta con le tossicodipendenze e con mille fumatori accompagnati nel cambiamento, è la strada più efficace.

Non una strada di lotta, ma di comprensione e serenità.

Come può avvenire una ricaduta 

Nel tempo ho osservato che esistono principalmente due tipi di ex-fumatori.

1) Colui che si astiene dal fumo 

È la persona che vive il periodo da non fumatore come una sorta di pausa.

Dentro di sé sente di aver rinunciato a qualcosa: un piacere, un sostegno, un rifugio.

Questa mancanza può emergere anche dopo molto tempo.

È il caso tipico di chi, dopo mesi o anni, si sorprende a dire:

“Non mi libererò mai del tutto… ho ancora la voglia di fumare dopo due anni.”

Questo tipo di ex-fumatore vive in resistenza. Non fuma, ma deve tenere a bada il desiderio.

Si vive allora in bilico e la ricaduta è molto probabile.

ricadute
Photo by Joseph Rosales on Unsplash

2) L’ex-fumatore che ha smesso davvero

È colui che non sente di aver rinunciato a nulla. La sigaretta non gli manca, non è un pensiero ricorrente.

Ed è proprio qui che può accadere qualcosa di curioso (e pericoloso).

A volte nasce una curiosità apparentemente innocente:

“Chissà che effetto fa adesso?”

È successo anche a me. In alcuni casi, quella sigaretta diventa la prova definitiva: non c’è più piacere, non c’è più inganno.

È la famosa prova del nove.

Ma in altri casi accade qualcosa di diverso. Rimettendo in circolo la nicotina, il “virus” torna ad aggirarsi nella mente.

Magari non subito. Magari dopo qualche giorno.

“Ne ho fumata una, non è successo niente.”

E poi una seconda. E poi una terza. E senza quasi accorgertene, sei di nuovo dentro.

La forza della nicotina sta proprio nella sua subdola riattivazione.

La si sottovaluta sempre. Ed è proprio quando la si sottovaluta che riprende il controllo.

3) Quando si ricade per un momento difficile

C’è poi un’altra situazione, forse la più umana di tutte.

L’ex-fumatore che non sentiva più una vera mancanza, che stava bene, che non viveva in resistenza… ma che si ritrova ad affrontare un periodo particolarmente intenso: problemi familiari, stress lavorativo, tensioni economiche, un accumulo di elementi che, uno dopo l’altro, alzano il livello di pressione interna.

E lì, quasi senza pensarci troppo, la sigaretta torna a sembrare una soluzione.

Non per piacere, non per nostalgia, ma per anestetizzare e per la mancanza di strumenti per affrontare le sfide della vita.

In questi casi non è tanto la voglia di fumare il problema, quanto la difficoltà a stare con ciò che si sta vivendo.

La sigaretta diventa un regolatore emotivo veloce.

Un gesto conosciuto. Un modo automatico per abbassare la tensione.

Ed è proprio qui che entra in gioco qualcosa di molto più potente della forza di volontà: la consapevolezza.

La mindfulness, per esempio, non è una tecnica esotica o una moda spirituale. È la capacità di restare presenti a ciò che sta accadendo dentro di noi senza reagire automaticamente.

Io l’ho inserita ormai da anni nei percorsi avanzati all’interno della mia Scuola online per smettere di fumare.

Guarda il video qui sotto per fare chiarezza su cosa si tratta.

Ogni ricaduta in un momento difficile ti sta dicendo qualcosa: non che sei debole, ma che hai bisogno di strumenti diversi per attraversare le tempeste.

Imparare a stare nelle emozioni senza doverle spegnere è un passaggio di maturità profonda. E quando questo apprendimento avviene, la sigaretta perde progressivamente la sua funzione.

Non rassegnarti mai 

Se oggi ti trovi dentro una ricaduta o dopo l’ennesimo tentativo fallito, voglio dirti una cosa con chiarezza: ritrova serenità, subito.

Uscire da una dipendenza è un percorso a tappe. E spesso le tappe sono proprio i tentativi falliti.

A volte le ricadute diventano passaggi fondamentali.

Ci sono ricadute che ci danno una forza incredibile, ed è la forza della disperazione, la forza della fragilità

A volte senti che arrivi ad un punto di svolta, perché ti rendi conto che in qualche modo deve finire. A quel punto, puoi trovare la forza determinante per smettere definitivamente.

Dopo tanti anni di fumo, è normale non ricordarsi più com’era vivere senza sigarette.

Ma c’è stato un tempo, forse lontano, in cui non ne avevi bisogno.

Non sei nato fumatore. Fumare non è parte del tuo DNA.

La nicotina modifica la percezione, indebolisce la fiducia, altera il dialogo interno.

È la sostanza che ti fa sentire fragile, non il contrario.

Nessuno è destinato a fumare per sempre.

Concediti la serenità di uno sbaglioricadute

Dopo una ricaduta, ci sono due errori molto comuni.

1) Diminuire le sigarette

Non funziona. Ridurre rende le sigarette più preziose e prolunga il desiderio.

Le tossicodipendenze sono costruite per farci aumentare le dosi e fumare di meno non è mai una soluzione e ha il solo effetto di rendere più preziose le sigarette che fumi.

Insieme alle sigarette diminuiscono anche i tuoi motivi per smettere di fumare. 

Inoltre fumare di meno ha effetti irrilevanti sulla salute. In pratica non serve e non ha nessun senso farlo. 

2) Riprovarci subito

Promettersi ogni giorno che “da domani si smette” crea solo frustrazione e senso di fallimento.

Magari si resiste per un po’ o anche per qualche giorno, per poi cedere al desiderio con una infinità di sensi di colpa.

Questo tipo di approccio non funziona e può fare anche a pezzi la tua autostima alimentando l’idea, del tutto sbagliata, di essere destinati a fumare.

La cosa più utile, invece, è prendere atto.

È andata così. Punto. Concediti una pausa dai tentativi.

Fuma, ma osserva.

Chiediti con calma: Cosa credo che mi dia davvero la sigaretta?

Questa domanda è molto più potente di qualsiasi imposizione.

Spesso scopriamo che la sigaretta è solo un palliativo, una caramellina emotiva.

E comprendere questo è già crescita.

Oppure se non riesci a placare la tua sete di rivalsa puoi lavorare alle spalle della dipendenza come spiego in questo articolo.

Farti aiutare è un atto di intelligenza

Un’altra cosa fondamentale: non devi farcela da solo. Libri, percorsi, un corso per smettere di fumare: le possibilità sono tante.

Ma funzionano solo quando incontri lo strumento giusto nel momento giusto.

Non esiste il metodo perfetto in assoluto.

Esiste il metodo giusto per te, ora.

Ed è per questo che il cambiamento non va forzato, ma preparato.

Con tempo, pazienza e soprattutto serenità.

Chi Sono

Leonardo Brunetta. Ex fumatore, alcolista e tossicodipendente, autore del libro bestseller L’amica Le(t)ale. Sober Coach. Aiuto fumatori e alcolisti a incontrare la libertà dalla dipendenza proiettandosi verso una vita significativa.

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Leonardo Brunetta

Sono un ex-fumatore da più di dieci anni e nella mia vita ho affrontato e vinto tossicodipendenze che mi hanno toccato e segnato profondamente

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