Come trovare la tua motivazione per smettere

motivazionePer smettere di fumare, come per qualsiasi altra dipendenza, ci vuole una grande motivazione. Questa è la credenza comune. E’ infatti vero che tutto parte da noi, da ciò che ci spinge ad agire. Avere un forte perché è importante non solo perché ci fa agire ma anche e soprattutto per mantenere i propri intenti.

Cosa non è la motivazione

Tuttavia l’errore che si fa spesso è di confondere la motivazione con i vantaggi e gli svantaggi di una determinata scelta. Specialmente sul tema della dipendenza. Ovviamente leggo altri portali in cui si parla di dipendenze. Ce né più di qualcuno che tratta il tema dello smettere di fumare. Si può notare come tra le motivazioni che vengono esposte ci sono quasi sempre il risparmio di denaro o i vantaggi per la salute.

Indubbiamente sono degli aspetti assolutamente veritieri e da tenere in considerazione. Tuttavia non costituiscono il cuore di ciò che ci può spingere a smettere. Non sono la motivazione per smettere bensì la conseguenza diretta della decisione di uscire da una dipendenza.

Peraltro, nel caso della dipendenza dal fumo, gli svantaggi per la salute sono palesemente mostrati sui pacchetti di sigarette. Eppure, nonostante questo, le persone continuano a fumare. Evidentemente questo tipo di messaggi funzionano poco.

In altri portali qualcuno ti dice che per smettere è necessario trovare un buon motivo… (E sti c…. non ce lo metti?)

Peccato che non ti dicano come fare e tu magari ti ritrovi a pensare ai vantaggi che avrai se smetti e agli svantaggi che hai se continui a fumare. Vediamo come fare a trovare almeno un buon motivo per smettere, da qualsiasi dipendenza.

Scopri i 7 errori più comuni che fanno il 90% dei fumatori quando decidono di smettere di fumare: clicca qui.

La bilancia piacere/dolore

Il piacere e il dolore sono le due forze che stanno alla base della motivazione. Questo meccanismo è innato dentro di noi ed è ciò che ci porta ad agire o non agire. Fa parte del nostro istinto naturale evitare il dolore e ricercare il piacere. E’ qualcosa che ci indirizza in modo automatico e spesso  del tutto inconsapevole.

Vediamo con un semplice esempio come funziona.

Vuoi andare a correre perché sei sovrappeso e vuoi smaltire un po’ di kg. Decidi così di svegliarti prima la mattina per andare a correre. Succede però che lo fai per qualche giorno, una settimana, poi desisti. Cominci a “raccontartela” e  guardandoti pensi che, tutto sommato, non sei così male. In effetti c’è chi sta molto peggio di te. Inoltre correre per te è faticoso e la mattina ti piace dormire e ti convinci che ne hai proprio bisogno…  Ecco che la tua motivazione per agire viene meno. Come mai succede questo?

Semplicemente perché stai associando automaticamente dolore (cioè la fatica di correre) e piacere (rimanere a letto la mattina) nel breve termine. E’ molto probabile che poi comincerai a dirti cose del tipo “la corsa non fa per me”,  ” Bah… la mattina fa troppo freddo”,  “io ho bisogno di tot ore di sonno” , “tutto sommato vado bene così” e via dicendo…  Cioè la tua mente andrà in cerca (e ne ha bisogno) di scuse per rendere buono il tuo non agire. Scuse che spacci per ragioni.

Tutto ciò, a lungo andare, ti tiene bloccato in una situazione che vorresti cambiare ma non ci riesci e ti senti in balia di “qualcos’altro”.

Come fare a motivarsi

Per motivarsi è necessario accedere ad un livello più alto della nostra mente. Bisogna cioè agire in modo consapevole sulla bilancia del piacere/dolore a medio/lungo termine, escludendo quel meccanismo automatico del piacere e dolore a breve termine.

Quanto più associamo dolore alla situazione in cui siamo e piacere a dove vogliamo andare tanto più la nostra motivazione ad agire sarà forte. Non sto parlando del piacere e dolore fisico ma piuttosto di cosa ci provoca piacere o dolore ad un livello interiore e riguarda la persona che siamo o che vogliamo essere.

Il più grande dolore è probabilmente sapere che non stiamo vivendo all’altezza dell’opinione che abbiamo di noi stessi. In pratica quando c’è una forte discrepanza tra il nostro comportamento e la persona che sappiamo di essere, cioè la nostra identità. Questa differenza ci provoca dolore e ci spinge ad agire.

La tua leva motivazionale

motivazione

Quindi comincia a chiederti che ne sarà di te e dell’immagine che hai di te se continuerai così per i prossimi 5 anni. Se riesci a vederti ingrassato di 15 kg,  quell’immagine comincia ad essere una leva motivazionale piuttosto interessante. In questo modo stai associando dolore a lungo termine che agisce intimamente sulla tua autostima.

Non solo. Immagina come ti sentirai se riuscissi a tornare in forma con il tuo fisico. Come ti vedi? Quanto sarai felice? Quali conseguenze positive ci saranno per te? (piacere a lungo termine). In questo modo andrai ad agire in modo cosciente sulla bilancia piacere/dolore e andrai nella direzione che vuoi e desideri per te.

Inoltre è sicuro che, strada facendo, l’attività fisica ti farà realmente stare bene. Ti sentirai più in forma, più vitale fino ad associare un reale piacere anche a breve termine nella corsa in sé. Quando arrivi a questo punto il piacere di correre diventerà parte della tua vita.

Così funziona anche nella dipendenza. Sappiamo tutti che fumare può provocare il cancro ai polmoni, ma che ne sarà della tua autostima se continui a fumare?

Devi avere il coraggio di immaginare cosa ti costerà emotivamente, oltre che fisicamente. Che esempio sei per la tua famiglia, per i tuoi figli. Poi dovrai vedere come potrà cambiare la tua vita se smetterai. Cosa potrai riuscire a realizzare, che tipo di impulso potrai dare alla tua vita se riesci a fare questo grande cambiamento.

Il piacere che proverai lo puoi solo assaporare, ma come per l’attività fisica, una volta che avrai smesso la tua vita sarà gradualmente sempre più piacevole. Ciò ti permetterà di mantenere la tua decisione in modo agevole. Diventerà un comportamento automatico e il solo pensiero di tornare alla vita precedente ti causerà dolore.

Cosa puoi fare ora

Puoi passare alla pratica e rispondere a queste quattro domande. Questo momento di riflessione serve soltanto a te ma se ti va puoi condividere le tue risposte nei commenti qui sotto. Mi farebbe piacere leggerle. Ecco le domande:

Come ti senti all’idea di fumare per il resto della tua vita? Cosa dovrai continuare a sopportare continuando a fumare?

Che persona sarai se riuscirai a vincere la tua dipendenza? Quali conseguenze positive avrai generato?

Prenditi tutto il tempo e lo spazio di cui hai bisogno, riflettici con calma e poi… prendi una decisione! Spero davvero che tu possa trovare anche un solo ottimo motivo per smettere e cambiare la tua vita.

 

Chi Sono

Sono Leonardo Brunetta, ex fumatore ed esperto in dipendenze. Aiuto le persone a smettere di fumare in modo efficace e piacevole, così che possano vivere una vita migliore, più salutare e longeva, godendosi di più i momenti piacevoli e diminuendo lo stress.

 

Potrebbero interessarti anche...

Cosa ne pensi?