Falsi miti sull’alcol: bere per godersi le feste

Immagina di assistere ad una cena festosa dove gli invitati parlano, ridono e si divertono come dei matti. E’ tutto un vociare festoso. Probabilmente penserai che non mancava di certo il vino a quella cena e lo penserei anch’io. 

Invece solo acqua o bevande analcoliche… ti pare possibile?

Siamo stati fregati

Si… perché ci hanno convinti che un veleno che uccide tre milioni di persone ogni anno in tutto il mondo sia essenziale per una vita sociale appagante o anche solo per una cena ben riuscita.

Ma non è solo questo: ci hanno fatto credere che ci manca qualcosa…. Ci hanno fatto credere che non ci si può divertire senza quel veleno. Che la festa non è festa senza la presenza del veleno.

Quel veleno si chiama alcol. E’ un veleno che per essere assunto ha bisogno di essere diluito in acqua, altrimenti potremmo anche morire. Qualsiasi bevanda alcolica, di fatto, è veleno diluito in acqua.

Poi a forza di  bere veleno diluito in acqua comincia pure a piacerci, e per farcelo piacere ancora di più cominciamo ad auto-convincerci di bere veleno diluito in acqua per il suo gusto rotondo (…?) o il suo aroma fruttato…

Quante persone possono realmente concepire una cena o una festa tra adulti senza bevande alcoliche? Quanti possono concepire una vita senza alcol?

Molto pochi, forse solo i bambini e i gruppi di Alcolisti Anonimi.  Le bevande alcoliche non sono solo bevande, ma vengono considerate una presenza essenziale per divertirsi o per una cena ben riuscita

Questo è anche il fondamento delle tossicodipendenze. Tutte le tossicodipendenze si fondano infatti su due falsi pilastri.

1) Siamo convinti che ci manca qualcosa (o almeno la maggior parte di noi) e che per divertirci pienamente o rilassarci abbiamo bisogno di un qualche aiuto esterno (alcol, nicotina, droghe). La verità è sicuramente un’altra. Penso infatti che la natura sia la più perfetta e avanzata tecnologia che esiste e credo proprio che, come per il resto degli esseri viventi, ci abbia fornito di tutto il necessario per divertirci, rilassarci, stare bene e goderci la vita e le feste. 

2) Le sostanze che assumiamo “per divertirci o rilassarci” ci creano in realtà delle mancanze, ossia l’astinenza dalle stesse. Astinenza nel senso lato del termine. Se sentiamo il bisogno di bere o di fumare e pensiamo che l’alcol ci aiuti a rilassarci o a divertirci è perché abbiamo cominciato ad assumere queste sostanze. Se non avessimo mai iniziato non avremmo nessun “bisogno” di bere per goderci una cena o una festa. Quindi sono proprio le sostanze che assumiamo che creano le mancanze che pensiamo di avere e che poi andiamo a “compensare” con le stesse sostanze che le hanno create.

E così il cerchio si chiude.. Siamo convinti falsamente che ci manca qualcosa, assumiamo delle sostanze che creano le mancanze che pensiamo di avere e che poi  andiamo a riempire con le stesse sostanze. E così alla fine la falsa convinzione che ci manca qualcosa diventa paradossalmente vera.

Certo, molti diranno che non hanno bisogno di bere per divertirsi e che l’alcol è solo un piacere “aggiuntivo”. Peccato che se organizzi una festa senza alcolici e inviti della gente che normalmente beve quella festa sarà sicuramente meno allegra. Significa che l’alcol ha il potere di rallegrare le feste? No.. non credo proprio. Forse è più giusto dire che le persone che bevono si sentono un po’ tristi se non possono farlo. 

Feste o ritrovi per tossicodipendenti?

foto da google immagini

La credenza che l’alcol sia portatore di gioia raggiunge il suo apice quando vengono organizzate delle feste il cui scopo principale è quello di alcolizzarsi. 

Per esempio una festa tipica fatta per alcolizzarsi è l’Oktoberfest a Monaco di Baviera. Anche tutte le feste della birra o del vino sparse in giro per l’Italia.

Si certo, si fa festa, si conoscono persone nuove, si sta insieme agli amici, ma il vero scopo è quello di bere. O sbaglio…?

Ma un altro scopo abbastanza nascosto di questo tipo di raduni è quello di gioire della propria situazione di tossicodipendenti da alcol. Mal comune, mezzo gaudio dice il proverbio.

Ed in effetti se mai ti sei trovato nella situazione, come capitava a me, in cui sei l’unico della cena che continua a bere vino, forse ti rendi conto che c’è qualcosa che non va e che le altre persone sono in grado di stare insieme e divertirsi senza continuare a bere.

Queste tipo di feste invece ti fanno incontrare e gioire per avere la stessa “malattia” e poter coltivare la propria dipendenza senza freni inibitori.

L’alcol migliora le feste?

Ma tornando a noi: davvero poi l’alcol migliora e rende più piacevoli le feste e le occasioni sociali in genere?

Nessuno può mettere in dubbio che in una festa a base di alcol ci sia molta allegria e convivialità, ma sicuramente l’alcol non ha il potere di rendere allegra una situazione (come una festa) che lo è già. Se ti alcolizzi al lavoro difficilmente il lavoro diventa una festa…

Poi se a quella festa partecipano dei bevitori e l’alcol non ci fosse, quella festa non sarebbe più allegra, ma solo perché i partecipanti sarebbe delusi e tristi non potendo bere. Quindi possiamo dire che in realtà l‘alcol non migliora la festa, ma la peggiora se non c’è.

Non solo: l’alcol non aiuta ad essere conviviali ma erige barriere tra chi beve e chi non beve.

In pratica se non ti avveleni anche tu paradossalmente sei escluso, e anche un po’ sfigato secondo i bevitori. Cioè lo sfigato saresti tu che sei in grado di divertiti senza dover assumere un veleno… Punti di vista…

La balla cattiva e la balla piangiotta

Dalle mie parti la sbronza si chiama balla. La balla cattiva e la balla piangiotta sono due situazioni che possono capitare frequentemente nelle feste a base di alcol e in questi casi è  l’alcol a rovinare la festa.

La “balla cattiva” può trasformare la festa in una rissa, quando qualcuno in preda alla balla trova qualsiasi scusa per una discussione che può finire male.

La “balla piangiotta” invece è quando qualcuno in preda alla balla cade in depressione alitandoti in faccia tutti i suoi problemi esistenziali.

Oltre a questo dopo una serata con gli amici a base di alcol è probabile che non ti ricordi nemmeno di cosa si è parlato e forse neanche chi hai incontrato.

L’alcol è disperazione

Se fai un giro ad osservare le persone nei bar alle 6 di sera ti accorgerai di qual’è la vera natura dell’alcol. Per lo meno nel mio territorio, il Veneto. Compagnie di amici radunati per consumare alcol ma anche tanta, tanta solitudine in cui l’unico amico diventa il barista dietro il banco. 

La vera natura dell’alcol si chiama disperazione.  Mentre passano “giri” di spritz, prosecchi e birre, le vite delle persone passano un minuto alla volta consumate  poco a poco da questo veleno. 

Ma quella cena festosa di cui ti parlavo all’inizio di questo post esiste: l’ho vista con i miei occhi in una pizza tra i ragazzi delle medie, in ogni festa di compleanno di un bambino, nelle cene dei gruppi degli Alcolisti Anonimi. Un’altra vita non è solo possibile, ma è anche decisamente migliore… almeno per me.

Chi Sono

Sono Leonardo Brunetta, ex fumatore ed esperto in dipendenze. Aiuto le persone a smettere di fumare in modo efficace e piacevole, così che possano vivere una vita migliore, più salutare e longeva, godendosi di più i momenti piacevoli e diminuendo lo stress.

 

 

 

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