
Quando si parla di alcol, uno dei consigli più diffusi è sempre lo stesso: bere con moderazione.
Lo sentiamo nelle campagne informative, nei consigli (sbagliati) dei medici, nelle conversazioni tra amici e spesso anche dentro di noi quando iniziamo a chiederci se il nostro rapporto con l’alcol sia davvero così sereno come vorremmo credere.
A prima vista sembra una soluzione sensata.
Se il problema è bere troppo, allora basterà bere meno.
Ma per capire davvero che vita vuoi vivere dobbiamo andare un po’ più in profondità.
Unità alcolica: che cos’è e a cosa serve
Quando si parla di consumo moderato di alcol, spesso si fa riferimento alle cosiddette unità alcoliche.
Un’unità alcolica corrisponde a circa 12 grammi di alcol puro e, in termini pratici, equivale più o meno a un bicchiere di vino, una lattina di birra o un piccolo bicchiere di superalcolico.
Questo sistema è utile perché permette di avere un riferimento oggettivo e di confrontare bevande diverse.
Tuttavia la vita reale raramente assomiglia a una tabella.
Quando siamo a una cena, a una festa, in vacanza o semplicemente dopo una giornata particolarmente stressante, di certo non ci fermiamo a fare calcoli.
Ed è qui che emerge una differenza importante.
Ci sono persone che bevono occasionalmente. L’alcol occupa uno spazio marginale nella loro vita e potrebbero tranquillamente farne a meno.
Chi sono questi fortunati?
In realtà sono persone a cui bere non interessa, lo fanno solo perché bere alcolici è una velata imposizione sociale.
Se fosse per loro non lo farebbero.
Se sei invece, come lo ero io, un bevitore anomalo, non hai nulla da invidiare a costoro.
Sarebbe come invidiare una persona perché non sente il bisogno di grattarsi un braccio che non le prude. Non c’è forza di volontà. Non c’è privazione. Non c’è rinuncia. C’è semplicemente assenza di interesse.
Altre persone, invece, come te, iniziano a fare conti, stabilire regole, fissare limiti e monitorare il proprio comportamento.
Ed è proprio qui che la questione smette di riguardare la quantità e inizia a riguardare la relazione che abbiamo con l’alcol.
Il contesto conta più della quantità
Quando si parla di moderazione, quasi tutta l’attenzione viene concentrata sul numero di bicchieri.
Ma la quantità racconta soltanto una parte della storia.
La vera domanda è un’altra: che ruolo ha l’alcol nella tua vita?
È una semplice bevanda che consumi occasionalmente oppure è diventato il tuo modo per rilassarti, socializzare, premiarti, staccare dai problemi o gestire le emozioni difficili?
Due persone possono bere lo stesso bicchiere di vino e avere situazioni completamente diverse.
Una potrebbe vivere quel bicchiere con indifferenza o dandogli poca importanza. (nota: una persona che beve regolarmente non lo vivrà mai con indifferenza)
L’altra potrebbe aspettarlo per tutta la giornata.
E questa differenza è molto più importante del numero.
Nella mia esperienza con gli alcolisti anomali, il problema raramente è soltanto quanto si beve. Il problema è il significato che l’alcol ha assunto nel tempo e lo spazio che ha preso nella tua vita.
La moderazione funziona davvero?
Prima di chiederci se la moderazione funzioni, forse dovremmo fermarci un momento e porci una domanda ancora più semplice.
Che senso ha assumere con moderazione una sostanza tossica?
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha progressivamente smontato una convinzione che per decenni è stata considerata quasi un dogma: l’idea che piccole quantità di alcol possano fare bene alla salute (o perlomeno non fare male…).
Oggi sappiamo che le cose sono totalmente cambiate.
L’OMS ha affermato chiaramente che non esiste una quantità di alcol completamente sicura per la salute. L’alcol è classificato come sostanza cancerogena di tipo 1 (come l’amianto e il fumo di tabacco) e il rischio aumenta progressivamente con il consumo. Non esiste una soglia sotto la quale il rischio diventa zero.
Un bicchiere non ti farà di certo male… è una bufala.
Ad esempio, anche solo un paio di piccoli bicchieri di vino serali aumentano l’incidenza del tumore al seno per le donne in menopausa. Circa un terzo dei casi sono correlati a un consumo molto moderato di alcol.
Questo non significa che chi beve un bicchiere di vino morirà domani.
Significa però che il concetto stesso di “dose salutare” è stato ampiamente smontato.
E allora torniamo alla domanda iniziale.
Se l’alcol è una sostanza tossica, perché continuiamo a cercare il modo migliore per assumerla?

Perché vuoi bere moderatamente
La risposta è che si beve perché crediamo che l’alcol ci dia qualcosa (relax, piacere, socialità ecc…) o più semplicemente… vuoi sapere la cruda verità…?
Si beve perché l’alcol è una droga a cui non si riesce a fare a meno.
E qui arriviamo al vero nodo della questione.
Perché se l’alcol fosse davvero una fonte di piacere autentico, la moderazione avrebbe un senso.
Sarebbe come gustarsi un buon dolce ogni tanto o concedersi una vacanza.
Ma se quello che chiamiamo piacere è in realtà il sollievo momentaneo prodotto da una sostanza che altera temporaneamente il funzionamento del cervello, allora il discorso cambia completamente.
In altre parole, il problema potrebbe non essere quanto bevi.
Potrebbe essere ciò che credi che l’alcol stia facendo per te.
Per anni anch’io ero convinto che bere mi aiutasse a rilassarmi, a divertirmi, a sentirmi più libero.
Molti alcolisti anomali la pensano allo stesso modo.
Poi arriva un momento in cui inizi a osservare la situazione con maggiore onestà.
E ti accorgi che forse l’alcol non stava aggiungendo nulla.
Semplicemente ti accorgi che ne sei dipendente.
Allora non cerchi più il modo migliore per continuare a bere, inizi a chiederti se abbia davvero senso farlo.
Il punto non è bere meno
Nella mia esperienza, il cambiamento più profondo non avviene quando una persona riesce a controllarsi.
Avviene quando smette di percepire l’alcol come qualcosa di prezioso.
Quando comprendi davvero che non stai rinunciando a nulla.
Quando arriva quella che potremmo chiamare una conoscenza emotiva.
Non una conoscenza teorica, non il sapere che l’alcol fa male, ma il sentire profondamente che non aggiunge nulla di importante alla propria vita.
Che in realtà non è un piacere ma solo una dipendenza.
Può esserla anche molto lieve: ad esempio non riesci a fare a meno di quell’unico bicchiere di vino serale.
Non affermo che questo tipo di consumo sia di per sé un problema per la persona (anche se stai ingerendo comunque una sostanza cancerogena), ma è in ogni caso una dipendenza da una sostanza tossica.
Poi ognuno è ovviamente libero di fare la sua scelta, di bere ciò che gli pare, ci mancherebbe altro, ma lasciatemi dire, con cognizione di causa, che non è una scelta di libertà o piacere, ma di dipendenza, è una piccola costrizione.
Io e tutti gli ex-alcolisti anomali che ho aiutato in questi anni non ne abbiamo più bisogno.
E quando questo accade, tutto cambia.
L’alcol perde fascino, perde importanza, perde il suo ruolo speciale
E allora la domanda non è più:
“Come posso bere con moderazione?”
La domanda diventa:
“Per quale motivo dovrei bere?”

Chi deve evitare l’alcol
Alla fine, la domanda più importante non riguarda la moderazione.
Riguarda la libertà.
Vuoi vivere una vita in cui continui a fare accordi con un veleno?
Una vita fatta di limiti, concessioni, eccezioni e tentativi di controllo, sensi di colpa e privazioni?
Oppure vuoi arrivare a quel punto in cui l’alcol smette semplicemente di avere un ruolo centrale?
La moderazione è semplicemente scegliere una cella più bella per la propria prigione.
Questione di scelte.
Tu cosa scegli?
Vuoi capire come iniziare a smettere davvero?
Ho creato una video-lezione gratuita nella quale ti spiego chiaramente i passi fondamentali per iniziare questo percorso verso una vita libera dall’alcol.
Questa lezione ti darà strumenti concreti per iniziare da subito a cambiare la tua relazione con l’alcol.
È dedicata agli alcolisti anomali, come lo ero io e come erano le oltre 100 persone che ho aiutato a smettere di bere senza rinunce.
Clicca l’immagine qui sotto per accedere.

Sono Leonardo Brunetta
Ex fumatore, alcolista e tossicodipendente, autore del bestseller L’amica Le(t)ale. Sober Coach.
Aiuto fumatori e alcolisti anomali a incontrare la libertà dalla dipendenza proiettandosi verso una vita significativa.
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