Smettere di bere definitivamente: seconda parte

Smettere di bere definitivamente

La mia “storia” con l’alcol non si è conclusa e in questo post ti racconto cosa è successo dopo, come e perché mi sono ritrovato di nuovo dentro la dipendenza. Se vuoi leggere la prima parte della storia clicca qui. 

La bella notizia, però, è che sono sì ricaduto fragorosamente, ho fallito, mi sono anche vergognato, ma mi sono rialzato (con le dovute cautele) più forte di prima. 

Siamo a maggio 2019 e sono più di 4 mesi che non bevo più. Ero sicuro di avere smesso definitivamente e felicemente alla fine di giugno del 2018 ed invece dopo circa 3 mesi mi sono ritrovato di nuovo dentro la dipendenza.

E’ successo qualcosa che mi ha fatto capire degli aspetti di me importanti. In questo post ti parlerò di tutto ciò che mi ha messo in difficoltà e che mi mette ancora in difficoltà, come sto agendo ora, cosa mi è stato utile e qual’è il mio atteggiamento e le mie strategie per godere della vita da persona libera.

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1) Dimenticarsi il perché

Dopo un po’ che hai smesso succede che ti dimentichi un po’ di tutti i motivi che ti hanno spinto ha prendere la decisione di smettere di bere e uscire dalla devastazione della dipendenza alcolica. 

La vita migliora e senti il bisogno anche di premiarti, così può succedere che ti dimentichi che è una tossicodipendenza e pensi di poterti permettere un bicchiere ogni tanto. Il più classico degli errori con le dipendenze.

Per questo aspetto ho trovato una piccola strategia di cui di dirò più avanti in questo post e che anche consiglio ai fumatori che svolgono un mio corso per smettere di fumare.

2) La pressione sociale

Non è facile prendere la decisione di smettere di bere. Le persone che non bevono alcolici sono davvero pochissime e si tratta di un percentuale intorno al 10%. Il 90% delle persone beve alcolici. Si va dai bevitori occasionali agli alcolisti cronici, ma di fatto le persone bevono. Praticamente tutte. 

Gli unici che non bevono alcolici fanno parte principalmente di queste tre categorie: 1) bambini (in teoria…) 2) membri degli alcolisti anonimi o dei club degli alcolisti in trattamento e 3) astemi ai quali la bevanda alcolica proprio non piace. Hanno provato anche a bere ma proprio non ci riescono.

Devo ancora incontrare qualcuno che non beve per scelta personale senza avere (o avere avuto) un problema con l’alcol. 

Ora, io penso sicuramente di avere un problema con l’alcol perché il rapporto che ho con le bevande alcoliche è il rapporto che potrei avere con una droga. 

Considera però che per la media dei cosiddetti “normali bevitori”, io non sarei considerato un alcolista, specie in una terra, il Veneto (ma non solo il Veneto), in cui il vino è un perno della nostra cultura e del nostro vivere. Ci sono persone che bevono molto di più di quanto bevevo io, ma non si considerano alcolisti. E d’altra parte le persone non cercano soluzioni per problemi che non pensano di avere…

Quindi, trovandomi nella situazione in cui le persone intorno a me (famiglia, amici, parenti) non credono e non ritengono che io possa essere un alcolista, non ho mai trovato comprensione e appoggio (tranne che da mia moglie) per questa mia scelta.

Anche perché molti dovrebbero mettere in discussione il proprio bere e questo naturalmente è un problema.  Per cui più che venire incoraggiato vengo non capito e anche in alcuni casi, deriso. Per carità, senza nessuna cattiveria, ma di fatto questo succede. Smettere di bere definitivamente

Un aspetto divertente

Avviene però una situazione interessante e anche divertente quasi sempre, quando mi trovo in qualche occasione sociale dove l’alcol (diciamolo!) è anche un po’ il protagonista.

Succede che le persone mi offrano ovviamente un bicchiere di vino, ma quando racconto che non bevo e specifico anche il perché lo faccio, si affrettano, praticamente tutti, a giustificare il loro bere… “Sai… mi dicono… io bevo poco e solo in certe occasioni…!

Ok dico io… non ti preoccupare! non ti devi mica giustificare, puoi bere quando vuoi e quanto ti pare!  

E’ come se uno ti dicesse che non mangia pasta perché è intollerante al glutine e tu ti affretti a giustificarti dicendogli che mangi pasta solo una volta a settimana. Oppure te ne esci dicendo: mi piace la pizza ma la mangio poco e solo in certe occasioni! ??

Tra l’altro, il fatto di non bere più mi porta inevitabilmente a notare le incongruenze tra le affermazioni e i comportamenti delle persone che bevono e che poi si lasciano, diciamo, un po’ andare. Ma questo non è colpa loro, è l’alcol stesso che ti porta a “mentire “ a te stesso e ad assumerne di più .

D’altra parte facci caso, se sei ad una festa o in un’occasione sociale: gli astemi (se ci sono) non li vedi girare sempre con il bicchiere in mano, mentre quelli che bevono alcolici molto spesso si. Il motivo è perché dentro il bicchiere c’è una bevanda alcolica che ti porta ad assumerne altra. E la natura delle tossicodipendenze. 

Quindi non è per niente semplice rimanere immuni al mondo esterno che beve ad ogni occasione e con ogni scusa, e che ti prende pure in giro perché non fai parte del club.

Questo è il primo punto che mi ha messo in difficoltà e che mi mette in difficoltà anche oggi con la differenza che questo condizionamento esterno mi colpisce sempre meno.

Smettere di bere definitivamente3) La mancanza dello stravolgimento

Ho sempre avuto un gran bisogno di sentire di più, di avere di più, non so come spiegartelo, io la chiamo “sete di vita”, forse di linfa vitale. Nelle droghe e nelle avventure con le droghe per tanti anni ho trovato quella sete di vita.

Le droghe (tranne la nicotina!) stravolgono il cervello e le percezioni, e questo mi è sempre piaciuto e tendenzialmente mi piace anche ora, con la differenza che questo stravolgimento lo sto ritrovando nella vita stessa da persona sobria e libera.

In effetti vivere senza “aiuti” esterni, viversi le emozioni fino in fondo oggi per me è il vero stravolgimento.

La nicotina e le sigarette non hanno più nessun potere su di me anche per questo motivo. La nicotina non ha effetti di sballo a differenza delle altre droghe.

L’alcol, invece, lo stravolgimento lo da eccome e per inciso è anche il vero motivo per cui le persone bevono. Questo aspetto, la voglia di sentire un qualche cosa nella mia testa mi mette in difficoltà e, sono sincero, mi fa venire voglia di bere.

L’alcol in questo senso è subdolo, perché costa poco, c’è ovunque e nessuno ti dice nulla se ti bevi un bicchiere di vino. Cosa diversa sarebbe mettersi al bancone del bar con una striscia di cocaina od eroina. E peraltro se contiamo i morti ogni anno in Italia, l’eroina fa meno danni dell’alcol

Quindi questo aspetto (quello dell’effetto alcolico) alle volte mi mette in difficoltà. Riesco a gestirlo abbastanza bene perché nel momento un cui scatta mi dico: “se proprio vuoi stravolgerti molto meglio l’ecstasy o meglio ancora l’eroina… piuttosto che una roba che il giorno dopo ti svegli con il mal di testa e tutto rincoglionito..”.

Ovviamente non mi interessa più andare a trovare quello stravolgimento nelle droghe, ma pensare questo mi fa passare la voglia di bere.

Smettere di bere definitivamente

foto da google immagini

4) La mia “medicina”

Questa è stata la causa della mia fragorosa ricaduta. Usavo l’alcol come medicina per lenire il dolore all’interno della mia relazione sentimentale.

E’ stato palese ad un certo punto. Infatti dopo più di 3 mesi da astemio mi sono bevuto un bicchiere di vino dopo una piccola (davvero piccola) discussione con la mia compagna di vita (mia moglie Daniela). Una piccola differenza di vedute che però aveva generato in me una grande sofferenza.

Cavolo… stavo proprio usando l’alcol come palliativo per curare una mia situazione di sofferenza, cosa che affronto anche nel mio corso per smettere di fumare, perché anche la nicotina può essere usata così.

Cosa ho fatto? ho continuato a bere senza freni e a coccolarmi consapevolmente con l’alcol dentro la mia sofferenza. Ho sentito il bisogno di farlo e credo sia stato giusto e produttivo averlo fatto, cioè curarmi con un veleno con la consapevolezza chiara di farlo per medicare la mia sofferenza.

Certo, mi sono messo una scadenza, perché avevo anche in programma il mio corso dal vivo per smettere di fumare e dovevo arrivare assolutamente sobrio a quel momento. E sobrio intendo dire non solo durante le serate del corso (ovviamente), ma sobrio nel senso che l’alcol non doveva più essere in circolo nella mia mente e soprattutto nel mio cuore.

Ho capito una cosa importante e questo vale anche per le altre dipendenze, nicotina compresa. Quando prendi il “pacchetto tossicodipendenza” e decidi di usare una sostanza per curare le tue sofferenze o le tue emozioni negative non puoi attutire quel dolore senza escludere il resto delle tue emozioni.

Quando decidi di attutire il dolore, la vergogna, la delusione, i sensi di colpa, con una sostanza esterna attutisci anche le emozioni di gioia, amore e felicità preparandoti la strada per l’apatia nei confronti della vita nella sua interezza. Non puoi essere selettivo con le tue emozioni.

E cosa per me importate non puoi essere nemmeno empatico nei confronti degli altri (o lo sei molto meno). Per questo dovevo assolutamente arrivare sobrio e libero dalla dipendenza prima di tenere il mio corso.

Ma non solo. Se volevo affrontare la mia sofferenza dovevo togliere il palliativo che la curava. E così è stato. Ho risolto la mia sofferenza? Non ancora, ma le cose sono molto migliorate e ti dirò: sono pronto anche a soffrire. Basta soluzioni di comodo, voglio la soluzione giusta.

Le mie strategie per mantenermi libero

Non un solo bicchiere ma una vita passata a bere

So che per me un bicchiere non esiste. In tutta sincerità bere un bicchiere di vino mi fa solo innervosire, io voglio bere tutta la bottiglia e perché no anche la seconda.

Ogni volta che mi viene voglia di bere quindi, mi faccio sempre un pensiero e una domanda: “Leo non stai desiderando una bevanda alcolica ma ti stai dicendo che vuoi tornare a bere come prima. Davvero vuoi tornare a bere come prima? Davvero rivuoi la devastazione nella tua vita?”

Poi a seconda di dove mi trovo mi guardo intorno e cerco di scoprire qualcuno che beve e che è un po’ provato (per usare un eufemismo…) dall’uso di alcol. E qua in Veneto non è nemmeno difficile vederlo.

Per cui cerco di individuare qualche signore dall’aspetto violaceo, viso gonfio, capillari rotti e super-panza-alcolica incorporata che mi fa ricordare subito dove non voglio andare a finire.

Accetto la voglia 

Ho accettato con serenità il fatto che a volte ho voglia di bere e me ne sono fatto una ragione. Certi vini obiettivamente sono buoni anche se non ho mai bevuto solo per il gusto ma soprattutto per l’effetto.

Su questo però ho capito una cosa che mi aiuta molto. Ciò che mi piace in realtà non è la bevanda alcolica in sé ma è placare il desiderio di averla.

So bene che se la bevo non ottengo nulla e subito dopo aver sentito il primo effetto nello stomaco e nella testa svanisce già tutto il suo “piacere” e tutto ciò che berrei dopo è solo tossicodipendenza.

Benessere impagabile

Il benessere che provo ora, l’energia e la vitalità sono impagabili. Qualcuno della mia età dice che non ha più le energie di quando aveva vent’anni.

Io invece mi sento pieno di forza ed energia ora e a vent’anni non mi ricordo di averla avuta così, anche perché bevevo, fumavo e mi drogavo. Ne sono sempre più convinto: la felicità nasce prima di tutto dal sentirsi sani di corpo e di mente.

La curiositàSmettere di bere definitivamente

Ho 42 anni. Ho bevuto per 30 anni, ho fumato sigarette per 20 e sono stato dipendente dalle droghe per più di 10 anni. Ora mi incuriosisce molto, ma molto di più sapere come saranno i prossimi trent’anni da persona libera e sobria.

Le droghe sono state (forse) la mia ragione di vita ma ora non fanno più per me. Sono molto più simpatico e socievole da sobrio.

Un’ultima cosa: non sono più un alcolista e non voglio più esserlo. 

Chi Sono

Sono Leonardo Brunetta, ex fumatore ed esperto in tossicodipendenze. Aiuto le persone a compiere il proprio cambiamento trovando la libertà dalla dipendenza, così che possano donare a se stesse a al mondo che le circonda salute, amore, benessere, coraggio, vitalità e la voglia di coltivare il cambiamento.

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